(Adnkronos) – “Vent’anni prima era impensabile spendere 100 euro per una borsa, oggi ci sono casalinghe che non uscirebbero di casa senza una tote bag di Dior da 3.000 dollari”. La battuta, pronunciata da Emily Blunt alias Emily Charlton ne ‘Il diavolo veste Prada 2’, riassume concretamente il modo in cui la moda e il lusso sono cambiati negli ultimi 20 anni. Un mondo che non solo è mutato ma si è adattato più volte ai cambiamenti della società. Nel 2006, anno di uscita del primo film, il lusso era ancora fortemente legato all’idea di status sociale visibile. Loghi evidenti ovunque e una certa ostentazione. Oggi la macchina è molto più complessa e soprattutto vive all’interno di un ecosistema dominato dai social. Non conta più soltanto possedere l’oggetto in questione, come gli iconici stivali alla coscia di Chanel nel primo film ma come quel possesso viene raccontato.
Se Emily si stupisce oggi di una borsa da 3.000 dollari, oggi quella cifra è quasi entry-level per molte maison. Le borse iconiche superano facilmente i 5.000–10.000 euro, con liste d’attesa chilometriche. E quel mondo, rispetto al 2006, è diventato ancora più veloce: capsule collection, cruise collection, drop limitati, collaborazioni continue e lo streetwear che ha contaminato l’alta moda. Lo stesso può dirsi per i direttori creativi, passati dall’essere ‘custodi’ del marchio a superstar globali. Non sempre portano il cognome della maison che guidano, e spesso è proprio questo il punto. Designer come Alessandro Michele, Demna o JW Anderson hanno imposto estetiche così forti da ridefinire completamente i brand che dirigono. E quando un direttore creativo cambia, oggi porta con sé un intero universo stilistico.
Negli ultimi 20 anni, inoltre, il sistema moda ha vissuto anche momenti simbolicamente forti. Nel 2019 la scomparsa di Karl Lagerfeld ha segnato la fine di un’era da Chanel e Fendi e una figura quasi mitologica: un direttore creativo capace di incarnare più maison contemporaneamente e di diventare egli stesso un’icona pop. Allo stesso tempo, i grandi movimenti finanziari hanno ridisegnato la mappa del lusso. L’acquisizione di Versace da parte di Prada nel 2025 è emblematica e forse era impensabile 20 anni fa. Anche nomi come quelli di Donatella Versace (oggi brand ambassador del marchio ma non più al timone creativo) o Giorgio Armani, scomparso il 4 settembre scorso, erano sinonimo diretto del brand. Oggi molte maison storiche riescono a sopravvivere ai loro fondatori ed eredi, e sono diventate entità autonome.
Se il 2006 era inoltre l’era del logo, il presente parla invece la lingua del ‘quiet luxury’: capi impeccabili, materiali eccellenti ma branding minimo o ben nascosto. E in questo senso è interessante rileggere il film con gli occhi di oggi. Se già allora comparivano segnali di questa estetica più discreta oggi la questione è ancora più sottile. Maison come Brunello Cucinelli, oggi simbolo assoluto del quiet luxury, hanno un ruolo di primo piano ne ‘Il diavolo veste Prada 2’. Ed è lo stesso Nigel in una scena del secondo film a esclamare: “C’è troppo quiet luxury qui, serve un cornetto acustico” quasi a voler ribadire la centralità del lusso discreto.
Nel secondo capitolo de ‘Il diavolo veste Prada’ entrano in scena anche i temi di sostenibilità, qualità dei materiali e il second-hand, complici anche Millennial e Gen Z che negli ultimi anni hanno ridefinito completamente il concetto di valore di un capo di abbigliamento. La stessa Andy, interpretata da Anne Hathaway, nel primo film indossava un sintetico maglioncino ‘ceruleo’ in modo goffo e quasi inconsapevole, mentre oggi il modo in cui veste è completamente diverso. Come il blazer vintage di Maison Margiela che, confessa a Nigel, ha acquistato per pochi dollari.
Dai social agli influencer, dalla morte dei grandi direttori creativi alle acquisizioni miliardarie, fino all’ascesa del quiet luxury. Il lusso negli ultimi vent’anni ha seguito (e spesso anticipato) le trasformazioni della società. E nel nuovo film è evidente come la moda sia radicalmente mutata. E noi con lei. (di Federica Mochi)
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