(Adnkronos) – Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha incontrato Papa Leone XIV per “discutere della situazione in Medio Oriente e di questioni di interesse comune nell’emisfero occidentale”. Lo rende noto il Dipartimento di Stato, secondo cui “l’incontro ha sottolineato il solido rapporto tra gli Stati Uniti e la Santa Sede e il loro impegno comune a favore della promozione della pace e della dignità umana”. Rubio è stato per due ore e mezza in Vaticano, prima a colloquio col Pontefice per circa quarantacinque minuti e poi con l’omologo, il cardinale Pietro Parolin.
Il Papa ha regalato al segretario di Stato Usa una penna di legno d’olivo. Leone ha sottolineato: “L’olivo è una pianta di pace”. Dalle immagini diffuse dai media vaticani si sente il Segretario di Stato Usa, al suo arrivo alla biblioteca del Pontefice, ricordare di essere già stato in visita da Leone “un anno fa”. Al che, il Papa dice che si trattava di un anno “meno dieci giorni”. Era il 18 maggio 2025. Rubio ha invece regalato al Pontefice un fermacarte in cristallo a forma di palla di tennis. “Cosa portare a qualcuno che ha tutto?”, ha detto.
Nel corso dell’incontro c’è stato uno “scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, nonché sulla necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace”, fa quindi sapere il Vaticano.
“Nel corso dei cordiali colloqui che il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto questa mattina in Vaticano, prima con Papa Leone XIV e successivamente con il cardinale Pietro Parolin e con mons. Paul R. Gallagher, – spiega la nota – è stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America”. Nell’incontro, fanno quindi sapere fonti vaticane, si è parlato di Medio Oriente, dei conflitti in Africa e della “necessità di sostenere il popolo cubano in questo momento difficile”.
Nel colloquio con il segretario di Stato Vaticano, Rubio ha quindi discusso degli “sforzi per raggiungere una pace duratura in Medio Oriente”, ha riferito il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott, aggiungendo che “il colloquio ha rispecchiato la partnership di lunga data tra gli Stati Uniti e la Santa Sede nella promozione della libertà religiosa”.
La missione di Rubio – che rientra rientra in un quadro più ampio di “disgelo” dei rapporti tra Stati Uniti, Vaticano e Italia – è arrivata a pochi giorni delle nuove tensioni tra la Casa Bianca e il Vaticano dopo il nuovo attacco di Donald Trump al Pontefice, accusato di “mettere in pericolo molti cattolici e molte persone” perché favorevole ad un Iran dotato di armi nucleari. La risposta del Papa non si è fatta attendere e martedì sera, uscendo da Villa Barberini a Castel Gandolfo prima di rientrare in Vaticano, ha sottolineato con parole nette: “Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità: la Chiesa ha parlato da anni contro il nucleare quindi lì non c’è nessun dubbio”.
Sarà intanto “un incontro importante” quello che domani il vice premier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani avrà con il Segretario di Stato Usa a Roma. ”Gli Stati Uniti sono un nostro importante alleato e ci sono ottime relazioni con il Segretario di Stato”. Incontrando i giornalisti alla Farnesina a margine dell’evento Med9 allargato, Tajani ha detto che parlerà a Rubio ”anche della riunione di oggi e di questa nuova coalizione che nasce qui a Roma sui fertilizzanti e sulla sicurezza alimentare”.
Tajani ha sottolineato che ”naturalmente parleremo della situazione internazionale, delle relazioni bilaterali. Gli Stati Uniti sono un nostro alleato fondamentale e crediamo fortemente nelle relazioni transatlantiche”. Il titolare della Farnesina ha aggiunto che ”se ci sono dei punti dove non si è d’accordo lo si dice, ma questo non significa che non essere d’accordo su alcune questioni venga meno la alleanza transatlantica perché l’Europa ha bisogno degli Stati Uniti, ma è altrettanto vero che gli Stati Uniti hanno bisogno dell’Europa”.
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