giovedì 15 Ottobre 2026

Mazzotta (Spallanzani): “Con PrEP long acting migliore aderenza a prevenzione Hiv”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “La copertura dei giorni di PrEP è significativamente maggiore nelle persone che assumono la long acting a chi usa la PrEP orale”. Lo ha sottolineato Valentina Mazzotta, responsabile Uos Counseling test e dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, centro di riferimento regionale /Aids, alla 18esima edizione di Icar – Italian Conference on Aids and Antiviral Research che si chiude oggi a Catania, commentando i risultati dell’analisi della coorte italiana multicentrica , che ha raccolto i dati sugli utilizzatori della profilassi pre-esposizione in Italia, sia nella formulazione orale sia in quella a rilascio prolungato. 

“Il confronto tra i due gruppi – spiega Mazzotta – mostra differenze che aiutano a leggere anche le difficoltà di aderenza nella pratica quotidiana. Tra gli utenti long acting, ad esempio, risulta più rappresentata la componente femminile, che è maggiore rispetto alle donne che utilizzano una orale”. Per misurare l’aderenza, il team ha utilizzato la proporzione di giorni coperti dal (Pdc): “Nel long acting la copertura è più alta – evidenzia – Nel caso della PrEP orale, tra i predittori di scarsa aderenza emerge un possibile affaticamento nel tempo. Chi inizia (naïve) mostra un rischio minore, mentre le difficoltà possono aumentare con il proseguire dell’assunzione quotidiana”. 

“Se consideriamo le iniezioni di caboegravir, l’analisi delle somministrazioni ‘in finestra’ indica una percentuale on time del 92,7%, stabile nel tempo – riporta l’esperta – Le interruzioni totali sono 38 su 493 persone (7,7%): 3,2% stop definitivi e 4,5% switch alla PrEP orale. Le cause sono soprattutto logistiche o legate a scelte di vita, come ad esempio l’avvio di una relazione monogama, mentre le interruzioni connesse al farmaco sono 2,6%, con reazioni nel sito d’iniezione nell’1,4% dei casi, prevalentemente con o noduli e pochi sistemici sotto l’1%. In real life la PrEP long acting è risultata fattibile, ben tollerata e può offrire una risposta concreta a chi fatica a mantenere l’aderenza alle compresse”. 

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webinfo@adnkronos.com ( Info)

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