mercoledì 14 Ottobre 2026
Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola. ANSA/ALESSANDRO DI MEO/CIRO FUSCO

La Rai indaga sul B&B di Lavitola. Report: «Nessuna base lì»

Viale Mazzini vuole verificare se l’azienda abbia mai pagato società riconducibili all'imprenditore per conto della trasmissione. Proseguono le indagini su Gomes Clesio Tavares: potrebbe essere l'anello di collegamento tra il presunto mandante e chi ha piazzato l'ordigno

Di Redazione
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L’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci va avanti tra piste e ricostruzioni ancora da verificare e un’offensiva politica sempre più evidente contro Report. Secondo gli investigatori, Valter avrebbe pagato tra 5 e 10 mila euro per l’ordigno esploso davanti alla casa del giornalista. Intanto la Rai valuta controlli sui rapporti tra la trasmissione e il B&B dell’imprenditore.

I soldi per l’attentato

La somma ipotizzata dagli inquirenti sarebbe stata divisa tra i quattro arrestati, Antonio Passariello, Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippis, e un quinto uomo rimasto a piede libero. Una parte del denaro sarebbe stata usata anche per una vacanza in .
I pm Carlo Villani ed Edoardo De Santis continuano però a lavorare sul punto più delicato: il . Tra gli elementi acquisiti ci sarebbero sempre i sondaggi commissionati da Lavitola per misurare il gradimento di una possibile candidatura politica di Ranucci nel . Una pista che, in base a quanto emerso finora, sarebbe stata coltivata all’insaputa del conduttore.

Il B&B di Lavitola

La Rai vuole verificare se l’azienda abbia mai pagato società riconducibili a Lavitola per conto di Report e se il B&B “Il faro gianicolense”, di proprietà dell’imprenditore, sia stato usato come base per incontri, interviste o appuntamenti riservati della trasmissione.
Ranucci e la redazione dicono di no. Il giornalista ospitato nella struttura durante il era Manuele Bonaccorsi, che ha spiegato di essere rientrato da un servizio in Brasile, allora del virus, e di non poter tornare a casa perché la compagna era incinta all’ottavo mese.
«Quello fu l’unico caso», ripete Ranucci. Dalla trasmissione escludono «categoricamente» che fonti o persone legate alle inchieste siano mai passate dal B&B. Ora si cercano ricevute e fatture, ma per gli inviati a partita Iva la Rai paga il servizio senza sempre entrare nel dettaglio delle singole spese sostenute.

Il factotum di Lavitola

Un altro filone riguarda Gomes Clesio Tavares, factotum di Lavitola, oggi all’estero. La sua abitazione nel Napoletano è stata perquisita e la compagna è stata ascoltata dai carabinieri come persona informata sui fatti.
Secondo quanto emerso, Clesio avrebbe ammesso di conoscere molto bene Pellegrino D’Avino, arrestat0 per aver piazzato l’ordigno assieme a complici. Il Fatto Quotidiano ha pubblicato anche una foto da che ritrarrebbe Clesio con Antonio Passariello e D’Avino. Potrebbe essere quindi Clesio l’anello di collegamento tra il gruppo che ha agito materialmente la sera del 16 ottobre e il presunto mandante .

La pressione su Ranucci e Report

Nel frattempo, Fratelli d’Italia e gli altri partiti di governo cercano ogni varco per colpire Report: dall’esposto sui presunti rapporti tra Ranucci e Lavitola alla sospensione delle repliche estive decisa dalla Rai. La sensazione è che l’attentato subito dal giornalista sia diventato il pretesto perfetto per mettere sotto accusa la vittima e una redazione considerata scomoda, che con le sue inchieste ha spesso smascherato le malefatte di tanti politicanti e dei loro soci in affari.
Intanto Ranucci, che in questa storia al momento risulta essere soltanto una vittima, sarebbe perfino arrivato a valutare una pausa dalla conduzione, per proteggere la trasmissione e i collaboratori.

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