mercoledì 14 Ottobre 2026

Moschese (Sacco): “Aderenza non ottimale a terapia anti-Hiv per 4 pazienti su 10”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Il virologico non basta: l’esperienza terapeutica va guardata nel suo insieme”. E’ il messaggio lanciato da Davide Moschese, infettivologo dell’ Luigi Sacco e ricercatore dell’università degli Studi di , presentando alla 18esima edizione di Icar – Italian Conference on Aids and Antiviral Research, a Catania, l’analisi sulla sola popolazione italiana dello studio internazionale Positive Perspective 3, indagine globale trasversale condotta in 29 Paesi e realizzata con supporto non condizionante di ViiV Healthcare, che raccoglie esperienze, bisogni e sfide delle persone con Hiv. Dai emerge un disallineamento tra soppressione virologica e aderenza: “Il 93% dei partecipanti riferisce di avere la carica virale soppressa – spiega Moschese – ma circa il 42% segnala un’aderenza non ottimale. Le più frequenti sono: il salto intenzionale delle dosi (32%), la dimenticanza e il mancato rispetto delle modalità di assunzione, ciascuna in circa un terzo dei casi”. 

Dall’analisi “emerge che il problema dell’aderenza a una terapia cronica, che quindi si deve prendere tutti i giorni della , non è esclusivamente legato alle dimenticanze – osserva l’esperto – Non è solo una questione di : ‘è una stanchezza di lungo e un peso quotidiano. In questo quadro, le terapie long acting con iniezioni a cadenza più lunga, ad esempio ogni 2 mesi, possono aiutare a migliorare la continuità terapeutica”. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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