lunedì 28 Settembre 2026

Dazi, Benifei (Pd): “Accuse Usa paradossali, Ue non abbassi guardia”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – È “paradossale” che l’Unione europea venga colpita dai nuovi dazi statunitensi basate sull’accusa di inadempienza nella lotta al lavoro forzato, dato che l’Ue è “tra le giurisdizioni più avanzate al mondo nel contrasto a queste pratiche”. Lo dichiara all’Adnkronos Brando Benifei, eurodeputato del Partito democratico, coordinatore del gruppo dei Socialisti (S&D) in Commissione internazionale e della delegazione per i rapporti con gli Usa del europeo. Peraltro, aggiunge, si attende ancora l’esito di un’altra indagine sull’eccesso di capacità produttiva, “un’altra procedura dalle basi quantomeno discutibili”. 

“Tutto questo conferma che Commissione europea e Parlamento non devono abbassare la guardia, né accettare una progressiva erosione delle regole fondamentali del e del rispetto reciproco tra partner e alleati”, evidenzia l’eurodeputato, scostandosi dalla linea dell’esecutivo europeo, secondo cui i nuovi dazi rappresentano “un segnale positivo”. Ora Commissione deve essere “proattiva sui dossier ancora aperti, a partire da e prodotti derivati, farmaceutica e dall’ottenimento di risultati concreti sul fronte della lista di prodotti da esentare ai dazi, tra i quali il vitivinicolo e la meccanica. Quando vedremo progressi reali su questi capitoli, decisivi per un Paese come l’Italia, allora potremo dire che il percorso avviato con l’intesa transatlantica stia finalmente producendo risultati positivi”, rileva Benifei. 

L’ sottolinea che l’annuncio della nuova serie di dazi Usa era “sostanzialmente atteso” e non introduce nuovi balzelli rispetto a quanto concordato nel quadro dell’intesa tra Ue e Usa raggiunta nell’estate del 2025. Lo sviluppo rappresenta soprattutto un di base giuridica, volto a dare maggiore stabilità legale al regime tariffario voluto da Donald , afferma. “Questo, tuttavia, non cambia la sostanza del problema”, perché il contesto rimane “caratterizzato da forte incertezza e da un’eccessiva discrezionalità dell’amministrazione americana”.  

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internazionale/

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