giovedì 13 Agosto 2026

Giornata dell’amicizia, Iss: “E’ un salvavita, nel mondo 100 morti di solitudine all’ora”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Di solitudine si può anche morire. “L’ sociale cronico è associato a circa 870.000 ogni anno nel mondo, 100 ogni ora. Un impatto sulla salute, descritto in un report dell’Oms del 2025, che è paragonabile a quello di fumare 15 sigarette al giorno”. Sono i dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità in occasione del 30 luglio, Giornata mondiale dell’amicizia. Un vero e proprio salvavita, assicura l’Iss: “Le amicizie non fanno solo stare bene, ma aiutano a vivere meglio e più a lungo”, spiega. “Le evidenze scientifiche ricordano infatti che una rete di relazioni solide rappresenta un vero fattore di protezione: favorisce il psicologico, migliora la salute fisica e può aumentare fino al 50% le probabilità di vivere più a lungo”. 

“Eppure, la solitudine è un fenomeno in crescita – afferma Ilaria Lega, ricercatrice del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell’Iss. “Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, 1 persona su 6 nel mondo si sente sola. Tra i giovani il fenomeno interessa 1 persona su 5, mentre nei Paesi a basso coinvolge quasi 1 persona su 4″. A incidere “non sono soltanto i demografici e gli stili di vita, ma anche il modo in cui si costruiscono oggi le relazioni. Nel caso dei più giovani, ad esempio, non sono i social in sé a determinare la solitudine – precisa l’esperta – bensì le modalità con cui vengono utilizzati e la qualità delle esperienze vissute nel contesto virtuale. Quando sono impiegati come uno spazio di confronto, condivisione e partecipazione, possono rafforzare i legami sociali; al contrario, un utilizzo passivo o caratterizzato da interazioni negative e ostili può accentuare il senso di isolamento e di solitudine”. Anche “gli anziani rappresentano una fascia di popolazione particolarmente vulnerabile – rimarca l’Iss – Sebbene non siano il gruppo che riporta i livelli più elevati di solitudine, sono tra coloro che traggono i maggiori benefici dal mantenimento di relazioni significative e di opportunità di partecipazione alla vita della comunità”. 

E’ in questo quadro che, sempre più, le relazioni sociali si delineano come “parte della cura”. Contro l’isolamento varie nazioni, Italia compresa, stanno sperimentando nuovi strumenti. “Nel è istituito un della Solitudine – sottolinea Lega – e in diversi Paesi tra cui l’Italia si sta diffondendo il modello della prescrizione sociale, attraverso cui i medici, accanto alle terapie tradizionali, possono indirizzare i pazienti verso come gruppi di cammino, cori, laboratori o iniziative di volontariato. Un approccio che riconosce il valore delle relazioni come parte integrante della salute”. 

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