giovedì 13 Agosto 2026

Crisi migranti a Ceuta, 67 morti. Meloni: “Difesa confini è responsabilità europea”. Sanchez scrive a Ue

Di La Sintesi Online
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Sale ancora il dei migranti morti nel tentativo di raggiungere Ceuta, exclave spagnola in . La Guardia Civil ha recuperato nelle ultime ore altri dieci corpi senza vita e, secondo quanto confermato dalle autorità, sono in totale 67 i morti.  

“Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina. Per questo l’Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una sottoscritta da 22 Stati membri dell’Unione europea, che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali. È un segnale importante: la linea che l’Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee. La difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. È una comune dell’Europa”, ha scritto la premier su ‘X’. 

Parallelamente, Italia e Danimarca hanno promosso una lettera ai vertice dell’Ue ”in relazione ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell’Unione europea a Ceuta e alla necessità di prevenire attraversamenti irregolari incontrollati, contrastare le reti di traffico di migranti, eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali e garantire una risposta europea unitaria ed efficace”. La missiva, indirizzata al presidente del Consiglio europeo, António Costa, alla presidente von der Leyen e al presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Micheál Martin, è stata firmata da 22 capi di Stato e di governo europei e chiede alla presidenza irlandese – proprio come fa Sanchez – la convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una risposta europea coordinata. Fra i firmatari non figurano Spagna e Francia. La lettera è stata sottoscritta anche da Austria, Bulgaria, Croazia, Estonia, Germania, , Lituania, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Belgio, Cipro, Ceca, Finlandia, Grecia, Lettonia, Malta, Polonia, Slovenia e Svezia. 

Dal canto suo il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha inviato una lettera alle istituzioni europee per stigmatizzare le posizioni di alcuni paesi in relazione alla crisi migratoria di Ceuta. Il quotidiano El Pais riferisce che il premier ha chiesto un vertice dei ministri dell’Interno dei 27 paesi Ue. L’azione di Sanchez arriva dopo le misure annunciate ieri dall’Italia, con la sospensione dell’accordo di Schengen con la Spagna. Nella missiva indirizzata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, Sanchez manifesta “seria preoccupazione” per la “reazione” di alcuni Paesi europei e ha sollecitato una riunione in videoconferenza, da convocare con urgenza. 

Nella lettera, Sanchez afferma che la Spagna è riuscita a ristabilire il controllo delle frontiere, fornire assistenza umanitaria, rimpatriare “praticamente tutti” i migranti entrati illegalmente e impedire spostamenti non autorizzati verso altri paesi europei nell’arco di 48 ore. Il primo ministro evidenzia che tali azioni sono state compiute in coordinamento con il Marocco e con “pochissimo supporto” da parte degli altri Stati membri dell’Ue. Sanchez, inoltre, difende inoltre la politica migratoria adottata dalla Spagna negli ultimi anni: la linea scelta da Madrid ha consentito di ridurre gli gli arrivi irregolari e reso la Spagna “il secondo confine esterno più sicuro dell’Ue”, nonostante sia l’unico Stato membro con un confine terrestre con l’Africa. 

Il primo ministro ricorda quindi che la Spagna ha sostenuto altri paesi europei in precedenti crisi migratorie e fa riferimento all’accoglienza dei migranti giunti nell’Europa orientale attraverso la Bielorussia nel 2021 e sull’isola italiana di nel 2023. Iil primo ministro punta il dito contro chi ha proposto l’esclusione temporanea della Spagna dall’area Schengen. A suo avviso, tale posizione deriva da “pregiudizi, notizie false, ignoranza o interessi politici” ed è ritenuta da Madrid contraria al diritto europeo, al diritto umanitario, ai principi di solidarietà dell’Ue e agli “interessi sul lungo periodo dell’Europa e al più elementare buon senso” perché “Ceuta non fa parte dell’area Schengen” e “la Spagna è, secondo Frontex, una delle frontiere esterne meno porose dell’Ue”. Il primo ministro aggiunge che il numero di ingressi irregolari attraverso il confine meridionale della Spagna è pari alla “metà di quello registrato, per esempio, in Italia” negli ultimi cinque anni.
 

Sanchez, senza citare espressamente l’Italia, definisce “egoistica”, oltre che “polarizzante” e “illegittima”, la reazione di alcuni . “Alla luce della gravità della situazione”, il premier spagnolo sollecita la presidenza irlandese del Consiglio a convocare con urgenza una riunione straordinaria in videoconferenza dei ministri dell’Interno per “stabilire una risposta comune a situazioni di questa natura” e “ribadire che la sicurezza delle nostre frontiere esterne è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri”.
 

La presidente della Commissione europea ha parlato in videoconferenza con i commissari degli Interni Magnus Brunner e per il Mediterraneo Dubravka Šuica per un aggiornamento sulla situazione a Ceuta, precisando che nessuno, fra i migranti arrivati a Ceuta nei giorni scorsi, è riuscito a raggiungere la Spagna continentale e il resto dell’Unione europea e confermando che la grande maggioranza di coloro che sono arrivati illegalmente nell’enclave hanno fatto ritorno in Marocco. “Questo dimostra perché è importante il controllo dei nostri confini europei. E’ in vigore un sistema forte. Ma deve essere rafforzato ulteriormente. Dobbiamo rimanere vigili a ogni possibile varco e mantenere uno stretto coordinamento fra tutte le autorità”, ha scritto von der Leyen in un post. “Allo stesso tempo dobbiamo effettuare un processo per apprendere a fondo la lezione per migliorare la nostra resilienza europea”. La Commissione ha offerto alla Spagna sostegno “sin dal primo momento”. 

La presidente ha quindi reso noto di aver ricevuto lettere di diversi leader e di aver “accolto positivamente la richiesta di una video conferenza straordinaria per fare il punto su quello che è accaduto. Contrastare la migrazione illegale richiede solidarietà e una risposta europea unita”. 

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