lunedì 28 Settembre 2026

“Meloni non è in grado di gestire gli arrivi, noi sì”. La Spagna attacca l’Italia

Il ministro degli esteri Albares: "È il Paese con il maggior numero di arrivi irregolari in Europa, gli piacerebbe risolvere la situazione a Lampedusa come noi a Ceuta”

Di Redazione
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Si inasprisce lo scontro tra Spagna e Italia sulla gestione dei flussi migratori. A pochi giorni dall’ondata di arrivi che ha investito l’exclave spagnola di Ceuta, il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha criticato apertamente il governo italiano. Intervistato dalla tv pubblica spagnola TVE, Albares ha dichiarato: «Ci sono stati governi che non sono stati all’altezza» della gestione della crisi migratoria e «il governo italiano è stato uno di questi».

«Lampedusa sommersa, noi abbiamo risolto»

Il capo della diplomazia spagnola ha poi rivendicato la risposta di Madrid agli arrivi a Ceuta, contrapponendola a quella italiana. «L’Italia è sommersa di migranti a Lampedusa ed è il Paese con il maggior numero di arrivi di in . Non è capace di risolvere la situazione, come ha invece la Spagna», ha affermato. Albares ha ricordato che Madrid ha rimpatriato in poche ore gran parte dei migranti entrati dal Marocco, sostenendo che Ceuta e «non sono mai state minacce per lo spazio Schengen», mentre «altri spazi » lo sono stati e «la Spagna è sempre stata solidale». Il ministro ha poi aggiunto: «Piacerebbe all’Italia risolvere la situazione lì», riferendosi a Lampedusa, sostenendo inoltre che in Italia «sono arrivati negli anni talmente tanti migranti al punto che la Spagna ha dovuto accoglierne una parte».

Lo scontro con Meloni

Le dichiarazioni arrivano dopo giorni di tensione tra e Madrid. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sospeso l’applicazione dello Spazio Schengen e, insieme alla , ha promosso una aperta all’Unione europea sulla crisi migratoria, criticando la gestione del premier spagnolo Pedro Sánchez. nLa crisi di Ceuta è diventata così un nuovo terreno di scontro politico tra i due governi.

La replica di Sánchez

Nei giorni scorsi era stato lo stesso Sánchez a rispondere alle iniziative italiane: «La solidarietà e l’empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no». Il premier spagnolo aveva accompagnato la dichiarazione con i numeri degli ingressi irregolari in Europa: «Attraverso l’Italia: 478.600. Attraverso i Balcani occidentali: 340.600. Attraverso la Grecia: 259.800. Attraverso la Spagna: 234.760. Attraverso il confine orientale: 48.000».

Il nodo europeo

Dal canto suo, il governo italiano punta a utilizzare il caso Ceuta per chiedere a un’accelerazione sulla realizzazione di centri per i rimpatri in Paesi terzi, sul modello dell’accordo con l’Albania, finanziati con dell’Unione europea.

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