giovedì 27 Agosto 2026

Carburanti, governo proroga sconto sulle accise fino al 5 settembre. Tensioni Fi-Lega su extraprofitti

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Meno di un quarto d’ora di riunione e la misura “tampone” sui carburanti è servita. All’indomani del di maggioranza presieduto da , il Consiglio dei ministri vara il nuovo decreto sulle accise, prorogando fino al 5 settembre lo sconto sul gasolio già in vigore, mentre in alcune zone d’Italia il prezzo alla pompa ha raggiunto la vertiginosa soglia dei 3 euro al litro. Un salasso per le tasche degli a cui il prova a porre rimedio con un provvedimento ponte, in attesa di una misura strutturale e “sostanziosa”, per usare le parole di Matteo Salvini, calibrata sulle fasce di reddito. A finanziare la proroga, un meccanismo di anticipo dell’acconto delle sui dividendi dei grandi gruppi energetici. Esteso per lo stesso periodo anche il credito d’imposta riconosciuto in favore delle imprese di autotrasporto. Il costo complessivo dell’intervento è stimato in circa 130 milioni di euro.  

 

Ma proprio sull’entità delle risorse si riaccende lo scontro politico. Le opposizioni attaccano il governo. Giuseppe Conte liquida il provvedimento come uno “sconticino”, una “beffa”, e punge l’esecutivo sul tema delle spese militari: “Il coraggio torna solo quando si parla di soldi per le armi: a chiedere all’Ue quasi 9 miliardi di prestito Safe ci hanno messo un attimo, senza farsi troppi problemi e in barba alle vere necessità di e imprese”. Critica anche la segretaria del Pd Elly Schlein: “Noi avevamo fatto una proposta organica che partiva dal tassare chi si è arricchito con la crisi per aiutare famiglie e imprese. Ma niente, Giorgia Meloni anche stavolta ha dimostrato scarso coraggio e si è preoccupata più di non scontentare che della stangata che tutti i giorni subisce chi va a fare rifornimento”. 

 

Il riferimento è al nervo scoperto della maggioranza: la tassazione degli extraprofitti, in particolare quelli delle banche, invocata dalla Lega per finanziare una riduzione più consistente delle accise e respinta da Forza Italia. Tajani continua a dirsi “contrarissimo” a una misura che “sa di Unione Sovietica”. E così il vicepremier azzurro torna nel mirino del Carroccio. 

“Leggo da notizie di stampa che il ministro Tajani è contrario alla tassa sulle banche, proposta dalla Lega per ridurre le accise in modo consistente perché ‘sentire la parola tasse mi dà l’orticaria’. Ricordo a Tajani che anche le accise sono imposte, anche se il nome è scritto in modo diverso: la scelta è se le devono pagare i cittadini o un settore che, grazie a quei cittadini, ha fatto duecento miliardi di utili in pochissimi anni. L’alternativa è stracciare il della compagna di partito di Tajani, la signora Ursula Von der Leyen e fare più deficit. Anche questo ci va bene”, dice il senatore della Lega Claudio Borghi Aquilini. La replica di Forza Italia è altrettanto netta. Interpellato dall’Adnkronos, Raffaele Nevi, portavoce nazionale del partito, invita Borghi a “dormire sonni tranquilli”: “Fin quando ci saremo noi, come ha più volte ripetuto il nostro segretario Tajani, non ci saranno mai tasse, su nessuno”. 

“Le tasse generano sempre problemi e indeboliscono a cittadini, imprese e complessivamente impediscono al Paese di crescere”, osserva Nevi. “Certamente noi non accetteremo mai patrimoniali e non tasseremo nessuno seguendo l’esempio spagnolo. Quello è il modello che segue la Schlein”. “Noi proponiamo un altro modello che si basa sul dialogo”, prosegue l’esponente di Forza Italia. “Dialogando in modo costruttivo e mettendo al centro l’interesse nazionale, con chi ha disponibilità si possono ricavare risorse molto più significative rispetto a quelle che si otterrebbero imponendo tasse che, come è già avvenuto durante i governi della , hanno solo generato fuga di capitali e contenziosi”, conclude. 

Il dossier, insomma, è soltanto rinviato. Se ne tornerà a discutere a settembre, quando il governo si preparerà a celebrare il record di longevità dell’esecutivo e ad affrontare un autunno che, almeno sul fronte della maggioranza, si annuncia già

 

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