domenica 13 Settembre 2026

Tutto sui pappataci, vettori del Toscana virus. “Sempre più diffusi al Nord”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
Peloso, piccolo, silenzioso e delicato (ma non quando punge). E’ il flebotomo, insetto vettore di infezioni come la leishmaniosi e il virus, di cui si parla in questi giorni sull’onda della testimonianza social del cantautore Tommaso Paradiso, che proprio per la convalescenza dal Toscana virus ha dovuto annullare due appuntamenti estivi. Parlarne è utile, assicurano gli esperti. “E’ importante far capire alle persone che a trasmettere il patogeno non sono le zanzare, ma questi piccoli insetti comunemente detti pappataci”, evidenzia all’Adnkronos Salute Epis, professore associato di Parassitologia all’università degli Studi di Milano e nel direttivo della Società italiana di parassitologia. “Le due specie principali che trasmettono il Toscana virus sono le stesse che trasmettono la Leishmania, il Phlebotomus perniciosus e il Phlebotomus perfiliewi, e sono anche ovviamente le più diffuse”. Quello che c’è da sapere è che, “complici anche i cambiamenti climatici, negli ultimi anni i pappataci stanno ampliando progressivamente la loro distribuzione, e la loro presenza sembra ormai consolidarsi anche in diverse aree del Nord Italia”. 

E, infatti, a dispetto del nome, il virus circola “in tutta Italia. Si chiama Toscana virus perché è stato isolato in Toscana per la prima volta – chiarisce l’esperta – ma i dati anche dell’Istituto superiore di sanità (Iss) ci dicono che i casi non si rilevano solo in Toscana e in Emilia Romagna, le regioni in cui si concentra storicamente il maggior numero di notifiche, ma anche in altre regioni del Centro, del e del Nord Italia”, dove appunto è maggiormente evidente l’impatto del climate change sulla circolazione del patogeno. “Il risultato è che adesso al Nord vediamo nuovi casi di Toscana virus. Anche la Lombardia ogni anno notifica infezioni, che prima invece non venivano diagnosticate”.  

Il pappatacio è il vettore dell’, “quindi pungendo trasmette il virus. Nell’ in realtà la viremia è molto bassa ed è difficile che il flebotomo pungendo una persona infetta poi riesca a trasmetterlo a un’altra”, puntualizza Epis. In altre , “è improbabile che una persona infetta possa mantenere il virus in natura. Il serbatoio di questo microrganismo non è l’uomo. Il ruolo più importante nel mantenimento e nella circolazione del virus ce l’hanno i flebotomi. Quello che ancora non si sa, e che si sta cercando di capire, è se ci sono degli altri serbatoi animali, come lo sono per esempio per il West Nile gli uccelli. Il Toscana virus è infatti ancora poco studiato e meriterebbe molta più attenzione che ci sono sempre più casi”.  

Il gruppo di Epis sta lavorando anche su questo microrganismo. “Noi – illustra – stiamo facendo campionamenti sui flebotomi in alcune aree periurbane del nord Italia che coincidono con le aree di lavoro sulla Leishmania, e cerchiamo anche il Toscana virus. Le raccolte sono in corso in questa fase. Anche altri colleghi che lavorano nel Nord Italia, per esempio negli Istituti Zooprofilattici Sperimentali del e dell’, nell’ambito delle attività di sorveglianza sui flebotomi hanno rilevato in alcuni pool la presenza del Toscana virus e di altri Phlebovirus trasmessi da questi insetti”. 

Come proteggersi? “Il problema del flebotomo è che è un insetto poco conosciuto perché si vede poco, è molto più piccolo di una zanzara, ha un colore chiaro, un volo estremamente silenzioso, da cui deriva anche il nome ‘pappatacio’, letteralmente ‘mangia e taci'”, perché può compiere il suo pasto di sangue senza emettere il caratteristico ronzio delle zanzare. “Il pappatacio compie il pasto di sangue sugli animali e sull’uomo e bisogna quindi proteggersi dalle punture utilizzando repellenti e, sulle finestre delle proprie abitazioni, zanzariere a maglie fini per impedire che questi insetti così piccoli entrino in casa”. Il loro orario prediletto per entrare in azione? “Nel tardo pomeriggio e nelle ore notturne, fino alla mattina presto, si concentra la loro fascia d’attività. E – sebbene al Sud si possano trovare anche quasi tutto l’anno, tranne proprio nei mesi più freddi – al Centro e al Nord in particolare le stagioni di attività vanno indicativamente da maggio fino a settembre. Si possono spingere fino a ottobre solo se la stagione è molto calda, perché i flebotomi temono molto le , per fortuna”. 

salute

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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