(Adnkronos) – Un doppio taglio delle accise sul gasolio: uno dal 18 settembre al 25 settembre e un secondo a seguire dal 26 settembre al 5 ottobre. Lo prevede una bozza del decreto sui carburanti atteso in Consiglio dei ministri oggi pomeriggio.
Le misure sono prese, si legge nel testo, “in considerazione del perdurare dell’eccezionale incremento dei prezzi dei prodotti energetici”. La proroga della precedente sforbiciata scade domani.
La prima ridefinizione per l’aliquota di accisa sul diesel, che copre il periodo dal 18 al 25 settembre è definita nella misura di 572,90 euro per mille litri. Significa un taglio complessivo pari a 12,2 centesimi al litro, inclusa l’Iva. La seconda, invece, che va dal 26 settembre al 5 ottobre, nella misura di 622,90 euro per mille litri. Quindi, un taglio di 6,1 centesimi, inclusa l’Iva. Gli oneri, si legge nel provvedimento, sono valutati in 111,8 milioni di euro per l’anno 2026 e 1,2 milioni di euro per l’anno 2028.
“Continueremo a prevedere delle misure di contenimento, ma in forma più contenuta”, ha detto intanto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa, illustrando i contenuti del decreto approvato in Cdm. “In questi mesi abbiamo già speso su questa misura oltre 2 miliardi di euro, quasi 2 miliardi e mezzo di euro, che sono molte risorse”, ha sottolineato Meloni, spiegando che l’obiettivo è “concentrare le risorse che spendevamo su chi ne aveva maggiormente bisogno”.
“Prevediamo per un’altra settimana il taglio delle accise sul gasolio di 10 centesimi al litro”, ha detto ancora, aggiungendo: “Considerata l’Iva, significa più o meno un taglio di 12,2 centesimi. Poi applicheremo un taglio dell’accisa inferiore fino al 5 ottobre: 5 centesimi, più o meno equivale a 6 centesimi se si considera l’Iva”.
E ancora: “Il 5 ottobre non si va a ‘zero’ perché interviene nuovamente il meccanismo delle accise mobili”. “Voi sapete che questo governo ha perfezionato, sistemato questo meccanismo delle accise mobili che era rimasto sulla carta e che ora è pienamente operativo”, ha poi spiegato, aggiungendo: “Significa che da quella data noi torniamo a riversare i maggiori proventi dello Stato per tornare ad abbassare il più possibile il costo alla pompa”.
Slitta intanto dal 1 ottobre al 1 dicembre l’entrata in vigore della tassa sui piccoli pacchi varata nella scorsa manovra, prevede la bozza del decreto sui carburanti sul tavolo del Cdm. Il contributo, pari a due euro a pacco sulle spedizioni sotto i 150 euro era stato introdotto dall’ultima legge di bilancio per il 2026. Gli oneri sono calcolati in 40,8 milioni per il 2026.
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