(Adnkronos) – “Decine di migliaia in piazza per Spin Time già dalla partenza del corteo”. Lo affermano in una nota gli organizzatori della manifestazione di oggi a Roma. il corteo riunisce la comunità dello Spin Time sgomberata dal palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme, occupato nel 2013, dopo il rogo divampato lo scorso luglio. Alla manifestazione nazionale c’è un fronte ampio di oltre 200 realtà e movimenti scesi in piazza.
“Il messaggio lanciato dalla città è chiaro: Spin Time dappertutto. Non solo dentro le mura dell’immobile di via di Santa Croce in Gerusalemme 55, ma – sottolineano – in tutti i quartieri dove l’emergenza casa e l’emergenza sociale non trovano soluzioni innovative e alternative alla speculazione immobiliare“.
Il corteo di oggi “rimette al centro il tema della casa, che non è un’emergenza di questo momento, ma una emergenza perenne. Spin Time, come altre esperienze, offre nuove alternative che le istituzioni dovrebbe avere il coraggio di riconoscere e replicare. Parliamo alla destra, che finge di gestire questa emergenza con un piano casa che prende in giro gli italiani. Ma ci rivolgiamo anche a tutta la sinistra – prosegue la nota – la casa deve essere al centro di qualsiasi agenda politica oggi. Il diritto alla casa è fondamentale e inalienabile. Oggi la città si è stretta attorno a una battaglia ancora aperta, e attorno a una comunità che ha resistito per la dignità di tutti i fragili senza voce. Vinciamo per la città, vinciamo per il diritto alla casa per tutti”.
Un tavolo con piatti, tazze e bicchieri e una brandina sono stati posizionati da alcuni manifestanti sul marciapiede davanti alla sede del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. “L’allestimento” simbolico a Porta Pia spiega una manifestante è per sottolineare che “bisognerà vivere in strada se non si risolve questa crisi, che è una crisi sempre più concreta, sempre più grave e che invece non viene ascoltata dall’altra parte dei piani alti. Occorre cambiare quelli che sono gli equilibri e gli interessi di questo governo – spiega – e invece di stare dietro ai fondi speculativi bisogna capire quelli che sono i fabbisogni dei cittadini e delle persone che vivono in questo Paese”.
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