mercoledì 23 Settembre 2026

Epilessia farmacoresistente, all’Irccs Neuromed la neuromodulazione epicranica

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) – Una nuova possibilità terapeutica entra a far parte dei trattamenti offerti dall’Irccs Neuromed di Pozzilli (Is) alle persone con epilessia focale farmacoresistente, nelle quali le continuano a manifestarsi nonostante un’adeguata terapia farmacologica. “Nell’Istituto è stato infatti eseguito il primo impianto di un sistema di neuromodulazione mediante stimolazione epicranica, una introdotta solo recentemente nella pratica clinica e che vede Neuromed tra le prime esperienze italiane – si nella nota – Il sistema è indicato per a partire dai 18 anni nei quali sia possibile identificare con precisione il epilettogeno, cioè l’area della corteccia cerebrale dalla quale hanno origine le crisi. Proprio in corrispondenza di questa zona viene posizionato un elettrodo che invia attraverso il cranio impulsi elettrici diretti alla corteccia cerebrale, con l’obiettivo di modularne l’ e ridurre la frequenza delle crisi. I parametri della stimolazione possono essere regolati e adattati alle caratteristiche del singolo “.  

La particolarità di questa tecnologia è che l’elettrodo non viene inserito nel cervello, ma fissato sulla superficie esterna del cranio, al di sotto del cuoio capelluto. Non è quindi necessario aprire il cranio per raggiungere il tessuto cerebrale. L’elettrodo è collegato, attraverso un cavo che passa sotto la pelle, a un piccolo generatore di impulsi collocato anch’esso sottocute. “L’introduzione di questa tecnologia – spiega Alfredo D’Aniello, neuropsichiatra infantile ed epilettologo presso il per lo Studio e la Cura dell’Epilessia dell’Irccs Neuromed – amplia ulteriormente l’offerta terapeutica del nostro Centro. La neuromodulazione rappresenta un’importante possibilità terapeutica nell’epilessia farmacoresistente, soprattutto nei pazienti nei quali la chirurgia resettiva non è praticabile o non rappresenta una soluzione adeguata. Questo nuovo sistema di stimolazione aggiunge un’ulteriore opzione all’interno di un percorso altamente personalizzato, costruito sulla corretta identificazione del focolaio epilettogeno e sulla valutazione multidisciplinare del paziente”. 

 

La nuova tecnica “va infatti ad aggiungersi alle diverse possibilità disponibili per il trattamento dell’epilessia. Quando i non riescono a controllare adeguatamente le crisi, un accurato studio prechirurgico permette di valutare se la zona epilettogena possa essere rimossa o ablata. Questa soluzione, tuttavia, non è indicata – precisa la nota – per tutti i pazienti, ad esempio quando l’area coinvolta comprende regioni cerebrali che svolgono funzioni importanti. In questi casi la neuromodulazione offre un approccio diverso: non elimina il focolaio epilettogeno, ma interviene sulla sua attività elettrica con l’obiettivo di ridurre le crisi. Gli studi clinici condotti finora su questa tecnologia hanno mostrato una riduzione della frequenza delle crisi nei pazienti trattati, associata a un buon profilo di tollerabilità”. 

“Un elemento particolarmente interessante – spiegano i neurochirurghi Felice Esposito e Alice Esposito – è rappresentato dalla bassa invasività della procedura. Lo stimolatore viene posizionato sotto la cute del cuoio capelluto e fissato alla superficie della cranica, senza la necessità di introdurre elettrodi all’interno del tessuto cerebrale. Questo consente di ottenere una stimolazione mirata dell’area corticale individuata attraverso una procedura chirurgica relativamente poco invasiva”. 

 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata