domenica 8 Novembre 2026

Gelata del Cremlino sulla pace in Ucraina: «Nessun presupposto». E la tensione sale al confine NATO

Mosca respinge l'ipotesi di una tregua energetica invocata all'ONU da Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Il portavoce Peskov accusa l'Europa di riarmo e Kiev di «terrorismo», mentre in Polonia decollano i caccia per uno sconfinamento di un elicottero russo

Di Redazione
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Un secco rifiuto alle diplomazie internazionali e una nuova provocazione ai confini dell’Alleanza Atlantica. La posizione della Russia sulla in Ucraina si conferma rigida, congelando sul nascere qualsiasi speranza di distensione immediata. A chiarire la linea di Mosca è stato il portavoce del Cremlino, Dmitry , che ha liquidato senza appello l’appello per una tregua parziale avanzato a margine dei lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Lo stop a Trump e Zelensky: «Mancano le »

A finire nel mirino di Mosca è la proposta congiunta di una tregua focalizzata sulle infrastrutture energetiche, sostenuta dal presidente statunitense Donald Trump e da quello ucraino Volodymyr Zelensky per risparmiare ulteriori sofferenze alla civile in vista della stagione invernale.

«Al momento non ci sono precondizioni per avviare di pace», ha scandito Peskov commentando le indiscrezioni e definendo pura «retorica» le pressioni per un cessate il fuoco contestualmente al prosieguo dell’assistenza a Kiev. Secondo il portavoce di Vladimir , la continuità degli invii di armi dimostra che «la militarizzazione dell’Ucraina prosegue con il sostegno dei Paesi europei, impegnati a stanziare sempre più fondi», mentre il governo di Kiev continuerebbe a condurre «attività con connotazioni terroristiche». Nonostante la chiusura formale, il Cremlino ha ribadito la consueta formula di rito, dichiarandosi «astrattamente aperto» a futuri colloqui, ma solo alle proprie condizioni sul campo.

Provocazione nei cieli polacchi: decollano i caccia della

Alla rigidità verbale delle ultime ore si affiancano manovre militari che alzano l’allerta al confine con la NATO. Le autorità di Varsavia hanno reso noto che un elicottero militare russo ha sconfinato nello aereo della Polonia per 42 secondi. Un’incursione breve ma sufficiente a far scattare l’allarme immediato e il decollo d’emergenza dei caccia della polacca. L’episodio conferma il livello di attrito costante e il rischio di escalation diretta tra Mosca e i paesi del blocco occidentale.

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