domenica 27 Settembre 2026

Tajani: “Magistrati siano più rigidi su arresti, colpirne uno per educarne cento”. Anm: “Parole contrarie a Stato di diritto”

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) – Quando le Forze dell’Ordine arrestano qualcuno “la mattina dopo se lo ritrovano di nuovo che spaccia. Questo non va bene, quindi credo che serva molta più rigidità da parte della . Questo Governo sta da parte delle Forze dell’Ordine, però non è che decidiamo noi su quello che fa la magistratura, ma io chiedo a tutti i magistrati che decidono sugli : è vero che c’è un problema di carceri”, ma “dobbiamo anche dare dei segnali che garantiscano cittadini il che i ceffi non possono agire impuniti. Qualche segnale va dato. Insomma, colpirne uno per educarne cento, credo che serva e credo che anche alcuni magistrati debbano mettersi la mano sulla coscienza”. Sono le parole del vicepresidente del Consiglio, , rilanciate in alcuni filmati sui social, pronunciate questa mattina a Roma, durante un incontro con i cittadini in occasione dell’iniziativa ‘Villaggio della legalità”. 

A stretto giro la replica dell’Anm. “Le parole del vicepresidente del Consiglio lasciano esterrefatti perché danno spazio a una logica contraria a ogni di diritto. I magistrati devono semplicemente applicare la . La sicurezza non si garantisce scaricandone la sulla magistratura. La non è e non può essere uno strumento di intimidazione nei confronti di nessuno”, afferma in una nota la esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati. 

Tajani interviene con un post su X: “I cittadini hanno un sacrosanto diritto alla sicurezza. Come è successo a Torino, troppe persone arrestate in flagranza di reato vengono subito rimesse in libertà da magistrati perdonisti. Questo crea allarme sociale e demotiva Polizia e Carabinieri. È sufficiente parlare con le Forze dell’Ordine e con chi vive nei quartieri ad alta densità criminale per capire quello che intendo. Non ho mai chiesto di disapplicare la legge, ma al contrario di applicarla in pieno. E ho chiesto ai magistrati di mettersi una mano sulla coscienza ogni volta che scelgono di rilasciare chi è stato colto sul fatto e, una volta libero, è pronto a reiterare il reato”. 

“La percezione di impunità – aggiunge il vicepremier – aiuta solo i malviventi. Invocare lo Stato di diritto con gli arrestati in flagranza è quindi strumentale. Lo Stato di diritto prevede che nessun innocente debba finire in carcere. Non che gli arrestati in flagranza possano tornare a delinquere il giorno dopo”. 

—

politica

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata