venerdì 2 Ottobre 2026

Turismo, in Slovacchia parte la maratona più antica d’Europa che fa scoprire Kosice e la sua regione

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Tornerà puntuale domenica 4 la Maratona che ogni anno si corre a Košice, in . E’ la più antica d’Europa e la terza al mondo, dopo quelle di Boston e di Yonkers, e ha da poco festeggiato il centenario: si svolge, infatti, dal 1924 nella prima domenica di ottobre. E dal 1951 porta un nome dal significato profondo e tanto più attuale oggi: Maratona internazionale della pace (Medzinárodný maratón mieru). Un numero record di partecipanti – oltre 18mila da 70 paesi diversi – si cimenterà in un percorso di circa 42 chilometri attraversando in un doppio giro il centro cittadino, lungo un tracciato pianeggiante, oppure nella mezza maratona, nella staffetta o in altre gare minori. E’ l’evento più importante che si tiene in questa che è la seconda città della Slovacchia, che da centro industriale siderurgico ha saputo riconvertirsi in settori avanzati diventando un polo per l’automotive e l’Ict.  

Ma è sul fronte culturale che Košice ha giocato la sua scommessa più importante. Una strada aperta da tempo e ‘spalancata’ nel 2013 quando la città ha ricevuto il titolo di Capitale europea della cultura, che ha permesso non solo di creare nuove strutture – come la Kunsthalle, centro per le arti nato dal recupero di un edificio modernista – e dare nuovo lustro ai suoi monumenti, ma soprattutto di cambiare la mentalità degli abitanti che, per la prima volta dopo la caduta del comunismo, hanno cominciato a guardare la propria città da una prospettiva diversa, quella del grande potenziale turistico e di una nuova storia tutta da scrivere. Forte anche della presenza di un aeroporto, anch’esso sorto nel 1924, che sta diventando uno scalo sempre più importante per l’Europa centrale. E pure l’Italia da quest’anno è più vicina, grazie al nuovo volo diretto Wizz Air da Roma Fiumicino, operativo due volte a settimana che prossimamente diventeranno tre.  

A Košice, del resto, vive un’importante comunità italiana, composta soprattutto da imprenditori ma anche da studenti che frequentano le tre università della città, e il numero di turisti è in crescita, tanto che ad oggi il nostro paese rappresenta il 6° mercato (ai primi posti resta la ‘sorella’ Cechia e i paesi confinanti come Ungheria e Polonia). In due ore di volo si può raggiungere questa parte della Slovacchia orientale e trascorrere un fine settimana a Košice, oppure visitare gli altri ‘gioielli’ che offre la sua regione, fra castelli e fortezze, chiese gotiche e lignee, grotte e parchi naturali, e ancora land art e archeologia industriale. Basti pensare che nella sola Regione di Košice si trovano 18 dei 26 siti Unesco di tutta la Slovacchia (per suggerimenti e informazioni si possono visitare i siti della città e della Regione di Košice, https://visitkosice.org/ e https://www.kosiceregion.com/it/, e degli Alti Tatra, https://regiontatry.sk/en/). 

 

Il punto di partenza della Maratona – uno slargo in pieno centro storico finito di risistemare proprio in questi giorni per la grande occasione – è anche un riferimento per iniziare la scoperta della città: Hlavná ulica, la via principale, che si estende da nord a sud per oltre un chilometro aprendosi in una sorta di grande piazzale a forma di fuso, retaggio medievale, su cui si trovano in fila – caratteristica tipica delle cittadine slovacche di questa regione – gli edifici più importanti. Su tutti svetta la Cattedrale gotica di Santa Elisabetta, che è la più grande della Slovacchia, con a fianco la Cappella di San Michele e la Torre. C’è poi la ‘Colonna della peste’, che fu eretta in segno di ringraziamento per la fine di un’epidemia, e il complesso archeologico della Porta Inferiore con resti sotterranei delle antiche fortificazioni medievali.  

Lungo la piazza, che è tutta area pedonale (la prima creata in queste dimensioni nell’allora Cecoslovacchia nel 1984), si susseguono tre giardini alberati e ornati di fontane. La più famosa è la più recente, chiamata ‘Fontana cantante’. Inaugurata nel 1986 e restaurata nel 2023, oggi si presenta come una serie di getti d’acqua che si sollevano a diverse altezze, si colorano di riflessi dal rosa al blu, seguendo il ritmo di canzoni che risuonano in sottofondo. Un grande impatto scenografico, come era nelle intenzioni del sindaco dell’epoca, Rudolf Schuster, importante personaggio politico slovacco diventato anche Presidente della Repubblica, che negli anni Novanta diede un grande impulso all’opera di recupero di edifici storici caduti in abbandono durante il comunismo, talvolta anche con una vera e propria ‘gara’ di grandezza.  

La ‘Fontana cantante’ si trova di fronte alla maestosa facciata del Teatro nazionale di Košice, costruito nel 1898 in stile neo-barocco e anch’esso restaurato negli anni Novanta. E’ il più antico del paese e il secondo per importanza dopo quello di Bratislava. Ai 540 spettatori che è in grado di accogliere offre regolarmente un cartellone di opera, prosa e balletto. A dirigere la sezione Danza è un italiano, il ballerino Gennaro Sorbino, che da Napoli, dopo altre esperienze all’estero, si è trasferito qui otto anni fa ed è entusiasta della sua nuova ‘casa’: “E’ una città al centro dell’Europa – racconta – che offre molti scambi culturali. Nel di ballo ci sono altri tre ballerini dall’Italia e poi molti ucraini, che sono stati aiutati dopo la , ma anche dei russi. Mantengo sempre il legame con l’Italia, tanto che sto cercando di promuovere accordi con il San Carlo di Napoli e con la Scala di Milano”. 

 

Percorrendo in tutta la lunghezza la Hlavná ulica si arriva a un’altra piazza importante per la Maratona di Košice, tanto da portarne il nome. Qui nel 1960 venne posta la statua bronzea raffigurante un maratoneta, creata dallo scultore Árpád Račko, alta 3,5 metri. Alla base sono scolpiti i nomi e le nazionalità dei vincitori anno dopo anno. Il monumento di trova di fronte al Museo della Slovacchia orientale, che è il più importante di Košice e il secondo del paese.  

Nel sotterraneo il Museo custodisce il famoso ‘Tesoro d’oro di Košice’, una collezione di circa tremila monete di 16 paesi diversi (tra cui alcune anche italiane) e di diverse epoche, per un totale di 11 chili di oro, appartenuta a un signore locale e poi ritrovata all’interno di un’urna durante i lavori di restauro di una casa della via principale nel 1934. C’è anche una rara medaglia equestre di Francesco I, sempre in oro. La collezione si trova in un caveau, cui si accede visitando la mostra permanente che è stata allestita da qualche anno, dedicata alla storia della moneta, che comprende qualche curiosità, come il pesapersone per calcolare il proprio ‘valore’ o l’antico strumento per battere il conio. Ci sono anche le monete ritrovate nel 2018, durante i restauri dell’edificio che attualmente ospita la più antica birreria della città, Pivovar Hostinec (con annesso birrificio artigianale visitabile per degustazioni).  

Ai piani superiori il museo ospita le collezioni gotica, rinascimentale e barocca di sculture sacre, con tanto di vetrata interattiva che cambia colore al ritmo del suono, e all’esterno un raro esemplare di chiesa in legno, risalente al 1740 e trasportata qui nel 1927 per essere esposta. Nella Slovacchia orientale ce ne sono in tutto 27 e fanno parte della ‘Strada gotica’, una delle due strade turistiche nazionali insieme a quella mineraria-industriale. 

 

Percorrendo le vie del centro storico, che facilmente si attraversa a piedi, si supera il quartiere ebraico, con l’antica Sinagoga, finemente decorata, da tempo in corso di restauro, e quella degli anni Cinquanta, a testimonianza di una comunità importante, prima che fosse decimata dall’Olocausto. C’è poi la via degli artigiani, un altro dei progetti sviluppati nel post-comunismo, così come quello del recupero del grande parco cittadino, polmone verde cui si arriva attraverso un ponte che passa sopra quello che una volta era il letto di un fiume e che oggi, dopo il drastico intervento di epoca comunista, è una via di grande scorrimento.  

All’ingresso del parco si trova Villa Sandy, edificio del 1909 in stile liberty, che prende il nome dall’architetto che l’ha progettata come luogo di ritrovo e di supporto alle attività outdoor, tra cui anche i primi campi da tennis. Dopo un lungo periodo di abbandono fra guerre e regime, nel 2013, quando Kosice è stata Capitale europea della cultura, è cominciato il recupero, a partire dalle parti esterne. Poi è arrivato il grande progetto di un investitore locale che ha portato alla ristrutturazione di tutto l’edificio con l’aggiunto di un nuovo corpo adiacente, per farne un luxury hotel, che sarà il primo cinque stelle della città. L’apertura è prevista l’anno prossimo, ma il bar e il ristorante sono già operativi. 

Al ristorante fine dining ‘Seven’ il pluripremiato chef Jozef Hromjak propone un menù degustazione a pranzo e a cena. Ma l’offerta food&beverage sarà ampliata, come spiega il general manager di Villa Sandy, Branislav Kovac: “In totale ci saranno 4 bar e un altro ristorante, con vista sui campi da tennis, che si propone come Share food, un originale concept di condivisione del , che prevede un piatto centrale da dividere tra i commensali in modo da non buttare niente. Il design è made in Italy, così come la gestione della nuova Spa, che ha anche una piscina a sfioro. Sono stati rinnovati i campi da tennis esterni, che in inverno si trasformano in pista da pattinaggio, mentre quelli interni possono lasciare spazio a richiesta a una enorme sala eventi. Tutta la struttura è ecocompatibile, ben integrata nel parco e con un giardino sul tetto”. 

 

Sul fronte dell’offerta culinaria, proprio in questo ottobre 2026 prende il via ‘Taste Košice’, il primo festival gastronomico urbano. Una iniziativa che coinvolge l’intera città, dalle strade alle piazze, con 15 realtà gastronomiche che organizzano più di 40 eventi, fra degustazioni esperienziali e serate in cui l’alta cucina incontra la tradizione, fra ispirazioni globali e prodotti locali. Ogni settimana una novità, che vedrà la partecipazione di chef rinomati, fra cui anche l’italiano Matteo De Carli, presente il 15 ottobre. Da non perdere, ‘Taste of Fire’, in apertura del Festival il 3 ottobre, nel 400° anniversario del matrimonio tra Caterina di Brandeburgo e Gabriele Bethlen, che lancerà ufficialmente questo mese dei sapori. 

Nell’occasione, ci saranno anche i produttori di vino provenienti da quell’angolo all’estremo est del paese rappresentato dal fronte slovacco della famosa regione vitivinicola del Tokaj, condivisa con la vicina Ungheria. Una zona vocata solo per i bianchi e in particolare per il vino dolce invecchiato che ne prende il nome, che si produce con tre vitigni, Furmint, Lindovina e Muscat in diverse combinazioni e solo nelle annate considerate giuste. Il vino si invecchia lasciando le bottiglie in posizione verticale per favorire il processo di ossidazione grazie alla particolare muffa che si forma e che per anni avvolge il vetro. Il tutto grazie a un microclima unico che crea particolari di umidità, soprattutto nelle cave tufacee sotterranee che si celano sotto, come quella della Cantina Macik, la più antica della zona risalente al 1241, o quella, più recente ma non meno suggestiva, di Chateau Grand Bari.  

Qui nelle botti si può persino dormire, in una sorta di glamping per veri wine-lovers. Ma in zona un pernottamento nella natura si può fare anche con bungalow esperienziali immersi tra le vigne o al Tree Top Village, nelle casette appese sugli alberi. Per chi invece si ferma alla vista del paesaggio che sconfina fino all’Ungheria, si può salire su una torre panoramica a forma di botte. 

 

E sono molte le opzioni, in Slovacchia orientale, per gli amanti della natura, raggiungibili facilmente da Košice. Basti pensare che l’area vanta 5 parchi nazionali. Tra questi, il ‘Parco del paradiso slovacco’, un’area protetta che offre oltre 300 chilometri di sentieri, tra gole selvagge, profondi canyon, cascate e ruscelli e una ricca biodiversità. Ci sono percorsi attrezzati con scale verticali, passerelle di ferro e catene, molti percorribili anche da non esperti, che conducono a spettacolari punti panoramici affacciati sulla roccia. 

Per gli appassionati di trekking, biking e sci c’è un’altra zona da non perdere in Slovacchia orientale: gli Alti Tatra. La catena montuosa parte dei Carpazi che a nord confina con la Polonia attrae turisti da 350 anni, anche grazie a eventi sportivi di livello internazionale. Così, nel 1871 fu creata anche una piccola ferrovia e tuttora un tram storico attraversa la valle. di risalita moderni permettono di arrivare sulle cime, il più alto è la funivia sospesa risalente agli anni Trenta che arriva su un picco dove si può anche dormire in una esclusiva sistemazione con due camere. Ma in tutta l’area l’offerta ricettiva è per tutte le tasche, dalle agli hotel di lusso, come il Grand Hotel Kempinski, esclusivo a 5 stelle situato a 1.351 metri, in riva al lago, dove sorgeva il vecchio sanatorio, oppure in un edificio Art Nouveau come il Grand Hotel Praha e il Grand Hotel Smokovec. Qui ci sono 600 chilometri di percorsi ben segnalati, dove si incontrano 13 rifugi, e seguendo i sentieri si può andare da uno all’altro.  

E’ su questi sentieri che può capitare di incontrare gli ultimi ‘Sherpa’ in Europa: sono i ‘portatori’, coloro che letteralmente portano a piedi beni di ogni genere ai rifugi non raggiungibili da mezzi a motore e lo fanno in ogni stagione, anche sotto la neve. Sulle spalle si mettono una sorta di zaino aperto, un telaio in legno costruito da artigiani locali che funge da appoggio dove caricano uno sopra all’altro pacchi che possono arrivare a pesare anche oltre cento chili. Tanto che si fa pure una gara ogni anno, proprio a ottobre, a chi porta di più. A tramandare questa antica tradizione, in predicato di diventare patrimonio Unesco dell’Umanità, sono giovani e anziani, professionisti che arrivano dalle città e abitanti del luogo. Tutti uniti dall’orgoglio per un’attività che non si fa per i pochi spiccioli di guadagno ma perché è parte di una cultura centenaria. Per scoprirla, c’è un piccolo museo dove sono esposti ‘attrezzi’, cimeli e record da incorniciare e dove, con un pizzico di fortuna, si può anche incontrare uno sherpa di ritorno da una delle sue ‘missioni’. 

 

Un’altra attrazione naturalistica in Slovacchia orientale è la foresta primordiale di Vihorlat, un’area incontaminata di faggete che è Patrimonio dell’Umanità Unesco. Poi ci sono le grotte, alcune rarissime, come quella di aragonite di Ochtiná, fra le uniche tre al mondo accessibili al pubblico, e la grotta di ghiaccio di Dobšiná, fra le più antiche del pianeta, scoperta nel 1870 e tuttora un unicum con 110mila metri quadrati di monumentali formazioni glaciali. Altra rarità sono le miniere di opale, vicino alla città di Prešov, tra le più antiche e grandi al mondo, amate dalle corti europee per l’ della preziosa pietra e visitabili con percorsi e anche immersioni speleologiche. 

Sulle tracce dei monumenti Unesco della Regione di Kosice, il primo è sicuramente il Castello di Spiš, tra i simboli più fotografati dell’intero paese, e tra i più grandi complessi fortificati medievali d’Europa, risalente al 13° secolo, visitato ogni giorno da un migliaio di persone. Tra le sue mura, oggetto di un importante lavoro di restauro tuttora in corso dopo i decenni di abbandono seguiti al periodo d’oro in cui era stato residenza nobiliare poi distrutta dalle fiamme, sono stati girati numerosi . Arroccato su un’altura, appare all’improvviso percorrendo l’autostrada e, una volta saliti fino all’ingresso della rocca, segnato da una originale e rara sequenza delle colonne che servivano da contrafforti, regala un panorama incomparabile.  

Si domina il villaggio di Žehra, con il suo complesso monastico. A poca distanza si arriva alla cittadina di Levoča, considerata cuore spirituale del paese, meta del più importante pellegrinaggio mariano, che conserva all’interno della Basilica il più alto altare ligneo gotico del mondo. E poi a Spišská Nová Ves e al nucleo storico di Poprad, Spišská Sobota, porte di accesso rispettivamente per il Parco del Paradiso slovacco e per gli Alti Tatra. Tutte hanno in comune quell’impianto urbanistico comune anche a Kosice con i monumenti principali che si susseguono nella grande piazza. Ma un tour della Slovacchia orientale non è completo se non si visitano anche le Chiese della ‘Strada gotica’, decorate da affreschi murali. Mentre una vera chicca sconosciuta ai più è il Museo di arte moderna dedicato a Andy Warhol: non tutti sanno, infatti, che i suoi genitori erano nativi della Slovacchia orientale e proprio vicino al paese di origine è stato creato il museo, che contiene opere originali dell’artista, oggetti personali e persino la sua veste battesimale. Una quantità di attrazioni ed emozioni attraversano, quindi, il viaggio nei dintorni di Kosice. E la sensazione netta che ti lascia è la ripromessa di tornare per vedere ancora, per vedere meglio. 

(di Alessia Trivelli) 

 

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