(Adnkronos) – “Noi abbiamo condotto quest’anno una ricerca che è la Global AI Sentiment Survey 2026, che ha evidenziato come siamo sempre di più nell’era dell’AI agentica, e quindi un’AI capace di prendere decisioni al posto dell’uomo. Nel 16% dei casi, rispetto al panel di più di 20.000 persone intervistate a livello mondiale, viene evidenziato come effettivamente gli agenti AI supportino le decisioni, soprattutto per quanto riguarda le attività di customer service, ma anche nell’ambito della mobilità e in alcuni casi arrivano anche a supportare le persone per quanto riguarda le decisioni rispetto agli aspetti legati alla propria salute”. Così Giuseppe Perrone, Partner, Technology Consulting AI&Data Leader di EY Italy, conversando con Adnkronos a margine di Digithon 2026, l’undicesima edizione della più grande maratona digitale italiana in corso a Bisceglie in Puglia, racconta gli ultimi aggiornamenti sullo sviluppo dell’Ai.
Per Perrone quello dell’Ai agentica è “un trend che è crescente, ma allo stesso tempo dall’altra parte per massimizzare poi l’impatto e la velocità di adozione ci sono altri tre grandi elementi che emergono dalla ricerca: la necessità di incrementare il livello di fiducia nelle AI, e questo lo si potrà fare grazie alla crescita delle competenze umane, dell’esperienza e della capacità di fiducia che dovrà crescere rispetto a questa tecnologia, e dall’altra parte anche l’aumento delle cosiddette human skills”.
E Perrone ha chiarito che “dalla nostra ricerca emerge un dato su tutti: due miliardi e mezzo sono gli utilizzatori oggi di intelligenza artificiale. Se pensate che questo fenomeno è partito a novembre 2022, stiamo parlando di meno di tre anni e mezzo per arrivare a un numero che impatta più del 25% delle persone che popolano oggi questo pianeta. Quindi rispetto a qualsiasi altra rivoluzione digitale, questa rivoluzione digitale corre a una velocità impressionante”, ha rimarcato.
E sulla posizione del nostro Paese Perrone ha chiarito che “”l’Italia si classifica come un Paese in una fase di transizione” sull’adozione dell’Ai e sullo sviluppo dell’Ai agentica ” rispetto ai Paesi pionieri. Rispetto ai Paesi più in ritardo effettivamente l’Italia ha un buon tasso di adozione delle AI che si attesta intorno al 24%-25%, quindi un italiano su quattro utilizza gli agenti AI nella vita di tutti i giorni. I cittadini vorrebbero sempre di più utilizzarla, però dall’altra parte quello che emerge anche rispetto in generale al continente europeo, anche al nostro Paese, che c’è poca fiducia nell’utilizzo dei dati rispetto sia alle organizzazioni private che ai governi. Quindi con la crescita della capacità di fidarsi delle AI potrà crescere anche l’utilizzo e la piena adozione di questa tecnologia nel nostro Paese”, ha concluso.
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