lunedì 5 Ottobre 2026
Conte e Schlein. ANSA_Angelo Carconi

Gazebo o clic per la leadership del centrosinistra: nel Pd è scontro aperto sul voto online chiesto da Conte

La scelta del candidato premier spacca la coalizione. I cinquestelle considerano il canale digitale una linea rossa imprescindibile, ma al Nazareno riaffiorano le paure sulle ingerenze informatiche e lo spettro dei bot russi

Di Redazione
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Nel dibattito per la selezione del candidato premier del campo largo, le modalità di rischiano di trasformarsi nel primo vero scoglio politico della coalizione. Il Movimento 5 Stelle, per voce del capogruppo al Senato Luca Pirondini, ha ribadito quella che considera una linea rossa inderogabile: organizzare le primarie prima possibile, garantendo l’opzione del voto online secondo la tradizione del partito. Per la forza politica guidata da , la consultazione sulla rete rappresenta un requisito fondamentale per coinvolgere la base elettorale su scala nazionale.

All’interno del Partito Democratico la proposta non incontra una chiusura a priori da parte della dirigenza vicina alla segretaria . Dal di Digithon a Bisceglie, il presidente dei senatori dem Francesco Boccia ha ridimensionato i timori, assicurando che un’autenticazione tramite SPID e la presenza di certificatori esterni offrirebbero garanzie sufficienti contro qualsiasi irregolarità. Una posizione condivisa da Marco Sarracino, responsabile Sud della , il quale sottolinea come il voto telematico possa integrarsi in modo sicuro con la mobilitazione fisica nei , dove la rete territoriale del Pd mantiene una capacità d’impatto storica.

Il fronte dei dubbiosi e lo spettro della guerra ibrida

A frenare con forza sull’ipotesi del voto digitale è soprattutto l’ala riformista e la minoranza del partito, preoccupate dalle insidie geopolitiche e dalla sicurezza informatica in una consultazione che deciderà la guida della coalizione. Senatori come Graziano Delrio e richiamano l’attenzione sui rischi di ingerenza e sull’azione dei bot russi, evidenziando che una sfida per l’indicazione del candidato a Palazzo Chigi richieda la massima cautela procedurale. Per l’ex tesoriere Walter Verini la posta in gioco è troppo alta per ignorare i tentativi di condizionamento esterno che colpiscono i processi in tutto il mondo.

Eppure, come ricordano gli esponenti favorevoli al doppio , il ricorso alle piattaforme telematiche non costituisce una novità assoluta nella dem. Già nel 2021 per le primarie cittadine e nel 2023 durante la sfida congressuale tra Schlein e Bonaccini, il partito consentì il voto telematico per alcune categorie di elettori previa registrazione. L’esperienza maturata dalla struttura tecnica del Pd — forte dell’adozione dello SPID e della Carta d’Identità Elettronica — dimostra che affidando la gestione a un garante indipendente è possibile proteggere i database e garantire la regolarità delle operazioni.

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