Il legame indissolubile tra guerre, geopolitica e crisi alimentari torna al centro del dibattito internazionale nella Capitale. Dal 22 al 30 ottobre 2026 prenderà il via la XVII edizione del Festival della Diplomazia, da anni osservatorio strategico di riferimento per interpretare le grandi direttrici della politica globale. La manifestazione è realizzata con il supporto e la collaborazione di importanti istituzioni nazionali ed europee, tra cui il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, il Parlamento Europeo e la Commissione Europea.
L’anteprima al Centro Studi Americani e il programma
L’anteprima ufficiale dell’evento si terrà martedì 14 ottobre 2026, a partire dalle ore 17:00, nella suggestiva cornice della Galleria del Centro Studi Americani, in Via Caetani 32 a Roma. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del Centro, seguiti dall’intervento di Giorgio Bartolomucci, Segretario Generale del Festival della Diplomazia, che illustrerà il programma e le principali novità di questa XVII edizione. A tracciare le coordinate geopolitiche al centro della manifestazione sarà poi l’Ambasciatore Giampiero Massolo, Presidente del Comitato Scientifico del Festival.
Il circolo vizioso tra conflitti e insicurezza alimentare
A partire dalle ore 18:30 la giornata entrerà nel vivo con il panel di approfondimento intitolato “Conflicts, Emergency and Food Security”. Il dibattito affronterà una delle emergenze più critiche del nostro tempo: il circolo vizioso in cui fame e guerra si alimentano reciprocamente. La devastazione dei campi coltivati e la distruzione dei mercati locali si sommano infatti alla deliberata strumentalizzazione della scarsità di cibo come vera e propria arma geopolitica.
Il 2025 ha segnato un traguardo drammatico con la conferma formale dello stato di carestia in aree piagate dai combattimenti come Gaza e il Sudan. Questa vertiginosa escalation avviene in un momento in cui l’intero sistema umanitario globale attraversa una fase di severa contrazione, contrassegnata da tagli draconiani ai fondi per gli aiuti e da un ridimensionamento dei target d’intervento, mentre l’inflazione sui generi alimentari continua a essere alimentata dagli shock energetici e dalle tensioni geopolitiche.
Il ruolo chiave di Roma nelle risposte di emergenza e lungo termine
Durante l’incontro, gli esperti analizzeranno le enormi difficoltà operative nel garantire la consegna dei beni di prima necessità nelle aree di combattimento e rifletteranno sugli strumenti giuridici e diplomatici indispensabili per la tutela dei civili. In questo scenario, le istituzioni e le agenzie internazionali con sede nella Capitale svolgono un ruolo fondamentale nel connettere gli interventi d’emergenza alle politiche di resilienza a lungo termine. Il dibattito vedrà la partecipazione di rappresentanti di spicco della FAO, dell’IFAD, dell’AICS e dell’UNHCR, che si confronteranno sulle strategie necessarie per spezzare la catena che unisce i conflitti alla denutrizione delle popolazioni.





