martedì 6 Ottobre 2026

Farmaci, Carugi (Farmindustria): “Plasmaderivati strategici, in Italia sistema all’avanguardia”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Plasmaderivati, ovvero farmaci biologici salvavita prodotti dall’ a partire dalla lavorazione del plasma umano, la parte liquida del sangue donata da volontari. Medicinali che “hanno un valore importantissimo, pochi sanno che in l’80% del plasma che viene raccolto all’ del sistema di autosufficienza viene poi conferito alle aziende per essere frazionato e per produrre poi i plasmaderivati. E soltanto un 20% è dedicato alle emergenze”, spiega all’Adnkronos Salute Carugi, del Gruppo Emoderivati Farmindustria. (VIDEO) 

Un settore importante, insomma, ma con caratteristiche peculiari sul piano della produzione. “Il plasma – continua Carugi – è una materia prima di origine biologica quindi non è sintetizzabile in laboratorio e conseguentemente è legato esclusivamente alla donazione. In Italia esiste un sistema per l’autosufficienza molto all’avanguardia che ha raggiunto negli ultimi anni delle cifre assai importanti, oltre 900 mila chili di plasma raccolto”. Tra i plasmaderivati ci sono immunoglobuline, albumina umana, l’alfa 1-antitripsina, fattori della coagulazione .“Questi farmaci sono indirizzati prevalentemente a malattie rare, spesso non hanno alternative terapeutiche, quindi per migliaia di pazienti, la disponibilità del plasma coincide con l’opportunità di avere una continuità terapeutica e una migliore qualità di ”.  

Per quanto riguarda l’approvvigionamento, continua Carugi ,“in Italia esiste una che dovrebbe portare alla totale autosufficienza nazionale. Purtroppo la quantità di plasma che viene raccolto nel nostro Paese non basta a coprire l’intero fabbisogno”. Le aziende, quindi, “intervengono con un secondo canale”, continuando a fornire i farmaci necessari ma derivati “da plasma non italiano, proveniente dagli Stati Uniti o da altri Paesi europei”. I processi di produzione in questo campo, evidenzia il rappresentante di Farmindustria “sono molto sofisticati, tecnologicamente avanzati, sono processi industriali molto lunghi. Addirittura dal momento in cui ‘è una sacca che arriva da un donatore al momento in cui un plasmaderivato diventa disponibile per una terapia possono passare anche 12 mesi” 

Il ruolo dell’industria, però, non si ferma soltanto alla produzione di plasmaderivati c’è anche “un’attività significativa di e sviluppo: da un lato per aumentare il paniere delle plasma proteine disponibili, dall’altro lato anche per sviluppare nuove indicazioni per i farmaci già esistenti mediante la ricerca clinica”. E infine c’è anche “l’affinamento dei processi industriali per cercare di avere la maggior resa possibile per ogni chilo di plasma che viene conferito all’industria”. 

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