La vigilia del voto finale sulla riforma della legge elettorale a Montecitorio trasforma il Transatlantico in una polveriera di sospetti, veleni e franchi tiratori. Lo scontro interno si consuma senza più filtri sulla data di fine legislatura: da un lato Giorgia Meloni spinge per premere sull’acceleratore e andare al voto anticipato a maggio, dall’altro Matteo Salvini e Antonio Tajani fanno muro per rinviare il momento delle urne ed evitare un pesante ridimensionamento dei propri gruppi parlamentari.
Ultimatum di FdI sul voto a maggio: Lega e Forza Italia dicono no per non sparire
Tensioni fortissime nella maggioranza alla vigilia del voto finale a Montecitorio: la premier punta alle elezioni anticipate, ma gli alleati dicono no per evitare il massacro nei collegi
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