mercoledì 7 Ottobre 2026

Accordo tra ESA e Vast per il futuro delle stazioni spaziali commerciali

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – In occasione del settantasettesimo Congresso Astronautico Internazionale ad Antalya, l’Agenzia Spaziale Europea e la società Vast hanno siglato un triennale per definire un quadro di strategica in vista del prossimo ritiro operativo della Stazione Spaziale Internazionale. La dismissione della Stazione Spaziale Internazionale è stata pianificata ufficialmente dalla NASA e dai partner internazionali per la fine del 2030, con le ultime operazioni di previste nei primi mesi del 2031. Dopo tre decenni di attività in orbita, a partire dal 2030 la struttura da oltre 400 tonnellate smetterà di ricevere spinte di posizionamento e l’attrito residuo dell’atmosfera terrestre ne farà decadere gradualmente l’altitudine.  

Per scongiurare i rischi di un rientro incontrollato, la NASA ha commissionato a SpaceX la realizzazione dell’U.S. Deorbit Vehicle, una navetta speciale progettata per agganciarsi alla stazione e imprimere la spinta decisiva verso una traiettoria di rientro ben precisa. Durante la discesa ad altissima velocità, la quasi totalità della struttura si disintegrerà a causa dell’estremo calore generato dall’attrito atmosferico, mentre i frammenti più densi e resistenti affonderanno nel cosiddetto Punto Nemo, una regione remota e disabitata dell’ meridionale nota come il cimitero dei veicoli spaziali. Tuttavia, l’uscita di scena dell’avamposto non segnerà la fine della presenza umana in orbita bassa terrestre, ma darà avvio a una transizione verso una gestione prevalentemente commerciale e privata. 

L’accordo sostituisce la precedente intesa del 2024 e avvia uno studio di fattibilità congiunto per individuare le opportunità scientifiche e tecnologiche europee a bordo dell’infrastruttura Haven Station. La pianificazione operativa a breve termine prevede missioni con equipaggio, tra cui il volo Vast-PAM-1 verso la stazione orbitale con gli astronauti Thomas Pesquet, Aleš Svoboda e Adrianos Golemis, e la successiva missione su Haven-1 che vedrà impegnato Arnaud Prost.  

Nel lungo periodo le parti valuteranno il possibile impiego di di lancio e sistemi di trasporto europei per i futuri moduli commercializzati. Il progetto Haven si sviluppa a partire dai dati rilevati dal modulo di prova Haven Demo, che ha completato i suoi quarantanove obiettivi prima del rientro controllato avvenuto il 4 febbraio 2026, in vista del lancio di Haven-1 programmato per il 2027.  

Riguardo alle prospettive dell’accordo, l’amministratore delegato di Vast Max Haot ha dichiarato: “ESA e Vast stanno già collaborando su missioni per quattro membri dell’equipaggio, tra le missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale e su Haven-1, pianificate per il 2027, inclusa la prima missione con equipaggio su Haven-1. Questo Memorandum d’intesa guarda oltre quelle missioni, verso l’era successiva alla Stazione Spaziale Internazionale. Stiamo progettando Haven Station per garantire che l’ESA, i suoi astronauti e i suoi scienziati mantengano un accesso continuo all’orbita bassa terrestre, portando avanti la forte collaborazione internazionale che ha caratterizzato la Stazione Spaziale Internazionale”.  

Il Direttore Generale dell’ESA Josef Aschbacher ha sottolineato: “La Stazione Spaziale Internazionale è stata uno dei più grandi esempi di cooperazione internazionale nello . Mentre l’Europa prepara la sua futura strategia di esplorazione spaziale, stiamo valutando una serie di opzioni per mantenere la nostra presenza nell’orbita bassa terrestre. Questa cooperazione con Vast è un passo importante per aiutarci a definire le opportunità future per gli astronauti, la e la tecnologia europee”. Contestualmente, il Direttore dell’Esplorazione Umana e Robotica dell’ESA Daniel Neuenschwander ha precisato: “Per garantire il futuro dell’Europa nell’orbita bassa terrestre, dobbiamo anticipare e garantire la nostra prontezza una volta che la grande cooperazione sulla Stazione Spaziale Internazionale giungerà al termine. A questo proposito, stiamo esaminando varie opzioni per garantire la nostra futura capacità collettiva di realizzare dimostrazioni scientifiche e tecnologiche in un di microgravità. Questo sforzo giocherà anche un ruolo chiave nel creare nuove opportunità di volo per il nostro corpo astronauti”. 

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