(Adnkronos) – Non sono una band nata intorno a un album e nemmeno un progetto pensato per il circuito tradizionale dei concerti. I Superpop hanno scelto di fare del live il centro della propria attività, portando uno spettacolo musicale costruito sui grandi classici degli anni ’60 e ’70 dentro contesti molto diversi tra loro, dagli eventi dei grandi brand alla moda, dall’hospitality alle celebrazioni private. Nati nel 2021 dall’incontro di musicisti con esperienze diverse, i Superpop hanno superato i primi cinque anni di attività sviluppando un repertorio internazionale e italiano, strumenti autentici che richiamano le sonorità dell’epoca, un’immagine vintage e una performance capace di modificarsi in funzione dello spazio e del pubblico. In questi anni la band italiana ha suonato in Italia e all’estero, con oltre 100 concerti all’anno, lavorando anche per realtà come Dolce&Gabbana, Valentino, Gucci, Chopard, Missoni, Etro e Ferrari.
“La band nasce nel 2021 e, a parte qualche cambiamento, è sempre stata fedele alla sua idea originaria”, raccontano all’AdnKronos. Alcuni componenti avevano già condiviso esperienze musicali, altri sono arrivati attraverso conoscenze comuni. Il periodo della pandemia, paradossalmente, ha offerto il tempo necessario per sperimentare: “Avevamo tutti una gran voglia di cambiare e fare qualcosa di nuovo”. Prove, cambi di formazione e selezione del repertorio hanno portato progressivamente alla configurazione attuale. Chitarre, basso, batteria, tastiere, organo e voci sono gli elementi attraverso i quali ricostruire sul palco le sonorità anni ’60 e ’70, mentre anche l’abbigliamento vintage gioca la sua parte. Il repertorio attraversa i grandi classici internazionali e la musica italiana, in uno spettacolo pensato per funzionare davanti a un pubblico di appassionati e anche all’interno di un evento in cui la musica deve dialogare con altre forme d’arte.
È anche per questo che il progetto si è sviluppato soprattutto fuori dai circuiti tradizionali del live. “Con Superpop ci occupiamo unicamente di concerti al momento, quello è il nostro impegno: viaggiare e suonare”, spiega la band. Il palco può essere quello di una manifestazione ma anche una location privata, un evento aziendale o una serata organizzata da un marchio. La capacità di adattare la scaletta e la dinamica della performance al contesto è diventata parte del lavoro della band. Un mercato che, per i Superpop, sta assumendo una dimensione sempre più internazionale.
Francia, Germania, Svizzera, Austria e Turchia sono alcuni dei Paesi raggiunti dal progetto Superpop, mentre negli ultimi mesi è soprattutto la Spagna a rappresentare una direzione di crescita. “Una nuova tendenza di cui siamo contenti è la Spagna, nella quale stiamo suonando con sempre maggiore frequenza”, raccontano. Il calendario più vicino guarda invece a dicembre, tradizionalmente uno dei periodi più intensi per chi lavora nell’intrattenimento legato agli eventi privati. “Sarà sicuramente un mese intenso di eventi e concerti, come accade già da un po’ di anni. Lavorando molto negli eventi privati, sia brand che aziende concentrano tantissime attività in questo periodo”.
La dimensione live non esclude la possibilità di registrare un disco. Un album dei Superpop non esiste ancora, anche se l’idea è stata presa in considerazione più volte. “Ci abbiamo pensato più di una volta e non è escluso che lo faremo”, spiegano. Bisogna solo trovare una forma che rappresenti una formazione composta da musicisti che continuano parallelamente a sviluppare i propri percorsi. “Siamo una band unita nella comune missione ma composta da tante teste, ognuna delle quali coltiva in parallelo propri progetti musicali e discografici”. Per ora, quindi, il palco rimane il luogo naturale per i Superpop. “Abbiamo fatto già diversi esperimenti, vedremo. Siamo molto esigenti e perfezionisti, ma allo stesso tempo fiduciosi”. La prossima sfida potrebbe essere ancora più lontana dall’Europa. Dopo aver costruito una rete internazionale soprattutto attraverso eventi e private performance, il gruppo guarda con interesse agli Stati Uniti e all’Est. “Premesso che in posti così lontani abbiano realmente bisogno di noi, ci piacerebbe suonare in America ed esplorare l’Oriente”.
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