giovedì 8 Ottobre 2026

Peter, il ragno virtuale per il trattamento e la diagnosi delle fobie

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Si chiama Peter, è un ragno virtuale che serve per il trattamento e la diagnosi delle fobie. La novità arriva dall’ di ed è liberamente scaricabile per supportare psicologi e clinici nella valutazione dell’evitamento fobico, un tipo di comportamento tipicamente associato a diversi disturbi collegati all’ansia. Lo strumento è open source e tutto quello che serve è un visore di Realtà Virtuale. L’articolo che documenta il lavoro svolto è apparso su “Communications Psychology”, rivista del Nature, a firma dei bioingegneri del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e degli psicologi del Dipartimento di Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica dell’Ateneo pisano. 

“Abbiamo costruito uno scenario che espone le persone alle loro paure replicando in realtà virtuale un usato dagli anni ’60 dove le persone si trovano in un corridoio al termine del quale si trova un grosso ragno – spiega Sergio Frumento, ricercatore al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa – Ai partecipanti all’esperimento è chiesto di avvicinarsi al ragno il più possibile. Questo ci ha permesso di misurare in modo preciso il tempo in cui veniva portato a termine il compito, e la velocità della camminata”. 

“Oltre a questo – aggiunge Alberto Greco, di bioingegneria al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa – abbiamo introdotto per la prima volta una differenziazione del comportamento evitante in diversi sottotipi, e questo è molto rilevante per poter scegliere il tipo di trattamento più adatto al ”. L’analisi ha riguardato un di 75 partecipanti con livelli variabili di aracnofobia. Sulla base delle traiettorie seguite per avvicinarsi al ragno, lo studio ha individuato diversi tipi di evitamento, associabili a interpretazioni psicologiche diverse, e quindi a diversi trattamenti. “Il prossimo passo sarà integrare il sistema con il rilevamento dei segnali fisiologici, come il battito cardiaco, per valutare in modo più approfondito lo stato di ansia del soggetto”, conclude Greco. 

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