giovedì 8 Ottobre 2026
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Assistenti virtuali, il Pd propone il diritto all’operatore umano

Il disegno di legge presentato al Senato punta a garantire ai consumatori la possibilità di parlare con una persona fisica, senza dover motivare la richiesta, anche quando aziende e servizi utilizzano chatbot e sistemi di intelligenza artificiale

Di Redazione
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La non vuole eliminare l’intelligenza artificiale dai servizi clienti. L’obiettivo consiste nel garantire un’alternativa quando il sistema automatico non comprende la richiesta o non riesce a fornire una soluzione. L’utente dovrebbe poter chiedere in qualsiasi momento l’ di una persona, senza dover spiegare il motivo. Il principio riguarda in particolare i servizi di pubblica utilità e le attività rivolte ai .

Il provvedimento prende in considerazione settori come comunicazioni elettroniche, servizi postali, energia elettrica, gas, acqua, rifiuti e trasporto passeggeri. Le disposizioni riguarderebbero anche le imprese che offrono beni e servizi ai consumatori, con l’esclusione delle micro, piccole e medie imprese.

Assistenza gratuita e tempi per le risposte

Il ddl prevede un servizio gratuito di assistenza, accessibile almeno attraverso il telefono e uno sportello online. Gli operatori umani dovrebbero garantire almeno 40 ore settimanali di disponibilità. Per le emergenze legate alla sicurezza o all’interruzione di servizi essenziali, la proposta prevede invece un’assistenza attiva 24 ore su 24.

Se il primo operatore non riesce a risolvere la questione, il cliente potrebbe chiedere il trasferimento a un supervisore o all’ufficio competente. La pratica dovrebbe inoltre ricevere un codice identificativo, evitando all’utente di dover ricominciare ogni volta da capo. Le informazioni già fornite dovrebbero accompagnare la richiesta durante i successivi passaggi.

Il testo stabilisce anche tempi differenti per le risposte. Per una richiesta ordinaria il termine arriverebbe a 15 giorni lavorativi, mentre per contestazioni riguardanti fatture o addebiti non dovuti scenderebbe a cinque giorni. Per le segnalazioni sulla continuità dei servizi essenziali la risposta dovrebbe arrivare entro due ore.

Più tutele per gli utenti in difficoltà

La proposta dedica attenzione anche ad , persone con disabilità e cittadini che incontrano difficoltà nell’utilizzo degli strumenti digitali. L’assistenza dovrebbe quindi restare accessibile anche mentre le aziende aumentano l’impiego dell’automazione. Il ddl punta inoltre a separare la gestione dei reclami dalle attività commerciali, impedendo agli operatori di utilizzare una richiesta di assistenza per proporre nuove offerte, salvo specifiche del cliente.

e sanzioni per chi non rispetta le regole

Il disegno di legge prevede controlli da parte delle autorità competenti nei diversi settori e introduce anche sanzioni per le violazioni. Tra gli organismi coinvolti figurano Agcom, , Autorità di regolazione dei trasporti e Antitrust. Il sistema dovrebbe considerare la gravità della violazione, la sua durata, il numero di utenti coinvolti e le dimensioni dell’impresa.

In caso di approvazione definitiva, le aziende avrebbero dodici mesi dall’entrata in vigore della legge per adeguare i propri servizi. La proposta del apre quindi un confronto sul rapporto tra automazione e diritti dei consumatori: l’intelligenza artificiale può velocizzare l’assistenza, ma secondo il ddl non dovrebbe mai diventare una barriera tra il cittadino e una persona in grado di ascoltarlo e intervenire sul problema.

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