In un’Aula di Montecitorio gremita in ogni ordine di posti per il voto finale sulla nuova legge elettorale (ribattezzata “Stabilicum” o “Melonellum”), è stato il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a prendersi il centro della scena politica trasformando la sua dichiarazione di voto in un durissimo attacco frontale a Fratelli d’Italia.
Mentre la maggioranza schierava ministri e sottosegretari per garantire la tenuta del voto segreto, l’ex premier ha riaperto con veemenza la ferita del caso Scarpinato, finito al centro del mirino del centrodestra nella Commissione Antimafia.
Lo show delle fotografie: Falcone, Borsellino e i contatti imbarazzanti
Nel momento delle dichiarazioni, Conte ha mostrato nell’emiciclo una serie di immagini dal forte impatto simbolico per difendere l’operato e la storia dell’ex magistrato e oggi senatore pentastellato Roberto Scarpinato. Da un lato le fotografie storiche di Scarpinato al fianco dei giudici simbolo della lotta alla mafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; dall’altro, in un netto e provocatorio contrappasso, le immagini dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro con Mauro Caroccia e della presidente della Commissione Antimafia, la meloniana Chiara Colosimo, ritratta insieme all’ex NAR Luigi Ciavardini.
«Queste sono testimonianze di vita», ha scandito con fermezza il leader del M5S, rivendicando l’integrità del percorso antimafia del proprio movimento e ricacciando al mittente i tentativi di delegittimazione avanzati dai vertici di FdI.
Lo scontro con Donzelli e la protesta dei cartelli
L’affondo di Conte ha fatto schizzare al massimo la tensione in Aula, provocando la reazione immediata del responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, che ha replicato a distanza al capogruppo M5S: «Anche nei dipinti dell’Ultima Cena Giuda è seduto accanto a Gesù…». Pronta la controreplica levatasi dai banchi del Movimento: «Loro sono i Giuda della Costituzione».
Dopo il duro scontro verbale e il definitivo via libera alla riforma garantito dal voto segreto, la protesta delle opposizioni è esplosa al momento dell’esito finale. Mentre i banchi del centrodestra esplodevano in un applauso liberatorio per la tenuta della maggioranza, i deputati del Movimento 5 Stelle e del campo largo hanno mostrato in Aula cartelli con le scritte “Legge truffa” e “No all’imbroglio”, prima del rapido svuotamento dell’emiciclo.





