venerdì 9 Ottobre 2026

Cobolli, insulti e minacce di morte dopo il ko con Mannarino. La risposta del padre Stefano

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
oggi finisce nel mirino degli haters dopo il ko con Mannarino al torneo di Shanghai. La denuncia arriva dal padre Stefano che riapre il caso dell’odio nel tennis e denuncia sui social i gravi insulti e le minacce rivolti al figlio. Dopo il ko all’esordio nel torneo cinese, sul profilo del padre e allenatore del tennista romano è comparso un messaggio dai contenuti particolarmente violenti, con auguri di morte e insulti offensivi rivolti a Flavio. “Altro che Finals, a tuo figlio deve venire un cancro e deve morire” recita l’incredibile commento. Papà Stefano ha prima di tutto voluto fare i complimenti a Flavio: “Bravo. Hai lottato e hai dato tutto. Testa alla prossima”, ma poi si è lasciato andare ad un’amara riflessione, uscendo dal silenzio. “Di solito cerco di cancellare, senza dar peso a questi commenti (che sono tantissimi). Ma qualcosa bisogna fare. Forse eliminare i social? Sicuramente è una soluzione e ci penserò. Per il momento mi sento ancora di contrastare, se possibile, questa piaga”, le parole di Stefano Cobolli che ha spiegato come simili siano tutt’altro che episodi isolati. La speranza è che il caso possa aprire una riflessione più ampia sul rispetto degli sportivi, troppo spesso trasformati in bersagli dopo una sconfitta. 

“Mi auguro che questo messaggio arrivi ai di Fabiola, 19 anni, e a quelli dei tanti ragazzi che utilizzano questo strumento in malo modo. Noi siamo forti: siamo sportivi e superiamo ostacoli ben più grandi di un commento Instagram, ma ci sono tante persone che potrebbero soffrirci e non è giusto”, prosegue il papà e allenatore del numero 7 del mondo. “Quindi, cari genitori, diamo un occhio a quello che fanno i nostri ragazzi anche sui social. Secondo me è importante”.
 

Quanto accaduto a Cobolli non rappresenta purtroppo un caso isolato. Negli ultimi anni numerosi tennisti hanno denunciato campagne di odio online, frequentemente riconducibili a che sfogano sui social la frustrazione per una giocata persa. Molti protagonisti del circuito Atp e Wta hanno raccontato di ricevere quotidianamente insulti, minacce e auguri di infortunio dopo ogni partita. Un fenomeno che è cresciuto parallelamente all’espansione delle piattaforme social e del delle sportive. Lo stesso Cobolli aveva già parlato in passato dell’impatto psicologico di questo di comportamenti, evidenziando come spesso il telefono si riempia di messaggi offensivi subito dopo una sconfitta. 

Tra i casi più noti degli ultimi anni figura quello della britannica Emma Raducanu, costretta a convivere con una pressione costante sui social fin dall’esplosione agli Us Open. Ancora più forte l’appello lanciato dalla francese Caroline Garcia, che nel 2024 pubblicò alcuni dei messaggi ricevuti dopo una sconfitta, denunciando minacce, insulti e attacchi personali rivolti anche ai familiari. Anche campioni del calibro di Iga Swiatek, Coco Gauff, Naomi Osaka e hanno più volte raccontato il peso emotivo generato dall’odio online. 

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