martedì 13 Ottobre 2026

Spreco alimentare, l’Osservatorio Waste Watcher diventa buona pratica internazionale

Di La Sintesi Online
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() – La metodologica scientifica dell’Osservatorio Waste Watcher International, per misurare lo spreco domestico e comparare le dinamiche comportamentali tra i diversi Paesi, sarà buona pratica della comunità internazionale nell’ambito del Foot, promosso con la Fao e il Ciheam, coordinato dall’Università di Bologna. L’annuncio arriva a ridosso della Giornata mondiale dell’alimentazione, World Food Day del 16 2026, in occasione della missione alle Nazioni Unite della campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero e del suo fondatore, l’agroeconomista Segrè, professore ordinario all’Università di Bologna. 

“L’adozione del ‘modello’ Waste Watcher International rappresenta la certificazione internazionale di un primato scientifico interamente – dichiara il scientifico Andrea Segrè – Non esportiamo solo numeri, ma un metodo integrato capace di mappare i comportamenti reali delle famiglie e proporre soluzioni efficaci per prevenire e ridurre lo spreco. Sapere che la nostra ricerca guiderà le strategie internazionali è la dimostrazione che l’Italia può autorevolmente coordinare l’impegno verso lo sviluppo sostenibile, per cogliere il nostro primo obiettivo: il Target 12.3 dell’Agenda Onu che chiede di dimezzare lo spreco entro il 2030, un ‘must’ globale nel quale ogni nazione del mondo è impegnata”. 

La spinta innovativa del modello italiano ha trovato conferma anche nel confronto con l’amministrazione di New York: la metropoli statunitense ha scelto di puntare sullo ‘Sprecometro’, l’applicazione ideata dal team di Segrè per tracciare e prevenire lo spreco individuale, che per il contesto americano è stata tradotta e adattata con il nome di Wastemeter. Questo strumento digitale consentirà alla rete urbana di New York di monitorare le abitudini dei cittadini e ottimizzare le politiche alimentari della città, agganciandosi al ideale con Bologna, che ha recentemente inserito il diritto al cibo (‘ius cibi’) nel proprio . “La consapevolezza che una metropoli globale come New York abbia mostrato un grande interesse per il nostro Sprecometro, che abbiamo già depositato negli come Wastemeter, dimostra che l’impegno nato e sviluppato a Bologna può cambiare concretamente i di milioni di persone, al di là di ogni frontiera – spiega Andrea Segrè – Con lo Sprecometro/Wastemeter non ci si limita a un monitoraggio casalingo degli sprechi alimentari, oggi si possono monitorare anche le mense e i ristoranti e i contenuti che l’applicazione propone promuovono l’adozione di diete sane e sostenibili”. 

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