mercoledì 14 Ottobre 2026

Ex Ilva, proclamate altre 48 ore di sciopero. Piantedosi: “C’è rischio allarme sociale”

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) – Prosegue la degli operai dell’ex Ilva. “In considerazione delle mancate risposte del governo” Fim, Fiom, Uilm nazionali “hanno proclamato ulteriori 48 ore di sciopero”. “A livello territoriale saranno organizzate tutte le iniziative necessarie. In attesa della convocazione a Palazzo Chigi, valuteremo di proclamare ulteriori “, aggiungono le sigle. 

“Seconda giornata di sciopero e mobilitazione. Continueremo fin quando non arriveranno risposte. Oggi alla presidenza del consiglio si discuterà del Ilva, riteniamo che le misure che ci hanno presentato a Palazzo Chigi siano insufficienti. Abbiamo bisogno di mettere in sicurezza i lavoratori, di garantire un processo di transizione ecologica per quanto riguarda il futuro dell’ex Ilva, legata alla continuità produttiva dell’aera a freddo. Risposte che al momento non sono arrivate. Continueremo la mobilitazione, ci stiamo organizzando con i pullman perché ci sarà un altro appuntamento giovedì con il della Regione per condividere le nostre proposte che chiediamo di supportare a tutte le istituzioni locali e i parlamentari del territorio”, ha dichiarato Francesco Brigati, segretario generale della Fiom Cgil Taranto e Puglia. 

“Rischio allarme sociale su ex Ilva? Be’, sì. Si parla di posti di , di una attività imprenditoriale ed economica importante che ha caratterizzato anche la storia del nostro Paese, e poi si tratta di centinaia e migliaia di posti di lavoro e altrettante , quindi sicuramente”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a margine del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in corso a Genova, parlando della situazione relativa all’ex Ilva, dopo che ha incontrato una delegazione di lavoratori. “Anche per questo dedichiamo molta attenzione, non la lasciamo alle dinamiche del mercato o alle dinamiche economiche. Ma credo che il Governo ha fatto già tanto, sono testimone, che c’è una grandissima attenzione proprio del presidente del Consiglio”, ha aggiunto il ministro, sottolineando: “Credo che quindi a breve si possa comporre qualcosa di positivo anche da questo punto di vista”. 

“E’ un tema molto complesso quello di tutta la filiera dell’acciaio e dell’Ilva – ha affermato ha affermato dopo aver incontrato una delegazione di lavoratori – Qui a Genova lo sapevamo, l’azienda è parte integrante della città, fa parte delle caratteristiche della città ed è molto sostenuta dalla città”. “Come sapete c’è una possibilità che questa componente della filiera possa continuare a proseguire il suo lavoro anche a prescindere da quello che succederà – ha spiegato Piantedosi – però chiaramente noi siamo interessati al salvataggio complessivo di quella che è la filiera dell’acciaio in “. “Vedremo – ha aggiunto – di non penalizzare la città intanto che si risolve il problema complessivo. In tal senso ho raccolto questo, anche attraverso un documento, questa aspirazione degli operatori che ho incontrato, e che trasmetterò ai colleghi di governo”. 

E’ proseguita nella notte e continuerà anche nella giornata di oggi la mobilitazione degli operai a Taranto vicino allo stabilimento siderurgico ex Ilva, in particolare con blocchi sulla statale 7 Appia per Bari, la statale Jonica 106 e l’ingresso della raffineria Eni, nonostante le basse temperature e l’umidità.  

I manifestanti hanno cercato di ovviare accendendo qualche fuoco. Questa mattina è stata bloccata la statale 106. Si registrano disagi e lunghe code per chi deve raggiungere Taranto. Anche lo sciopero va avanti a oltranza. “Pretendiamo che arrivi una convocazione del governo – spiega il segretario generale della Fim Cisl Taranto Brindisi Biagio Prisciano – non può pensare che la soluzione sia solamente l’ammortizzatore sociale. Dobbiamo riaprire il confronto a palazzo Chigi per parlare di prospettive industriali, ambientali, sociali e occupazionali. Ma dobbiamo parlare anche degli strumenti straordinari che servono ai lavoratori: il prepensionamento, la questione dei lavori usuranti, l’ all’esodo su base volontaria. Sono tutte questioni – sottolinea – che devono essere affrontate. Nel frattempo abbiamo ricevuto la convocazione della Regione Puglia, saremo giovedì sotto la presidenza della Regione, incontreremo il presidente Decaro per portare le nostre rivendicazioni ma con noi ci saranno anche i lavoratori. Abbiamo già predisposto 10 autobus”, conclude Prisciano.  

Nella giornata di ieri, giornata di inizio della protesta, un corteo dei lavoratori ex Ilva si è svolto anche a di Genova. I manifestanti hanno montato tende, tavoli e sedie davanti alla . 

—

economia

webinfo@adnkronos.com ( Info)

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata