mercoledì 14 Ottobre 2026

Ilaria Salis e il risarcimento agli ex collaboratori, ecco perché la condanna è stata annullata

Di La Sintesi Online
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() – Un solo tentativo blando di notifica da parte dell’ufficiale giudiziario. E’ questa, in sintesi, la motivazione che ha portato i della Corte d’Appello di Milano ad accogliere la richiesta di nullità della di primo grado presentata dalla difesa di Ilaria Salis, europarlamentare di Avs, che era stata condannata, in contumacia, a risarcire con circa 300mila due ex assistenti licenziati senza giusta . Il verdetto, arrivato ieri martedì 13 ottobre, vede oggi le motivazioni che – citando anche complessa giurisprudenza – spiegano perché i giudici del Tribunale – sezione Lavoro dovranno tornare a pronunciarsi sulla vicenda.  

 

Nel tentativo di notifica del 14 ottobre 2025 l’Ufficiale giudiziario in quella che viene indicato come la residenza milanese di Salis ha apposto sull’atto che certifica l’avvenuta consegna le indicazioni “non ho rinvenuto l’abitazione del notificando. Vane le ricerche esperite in loco”. Su richiesta del primo , lo scorso 10 dicembre l’ufficiale ha effettuato una nuova notifica mediante deposito nella casa comunale “omettendo ogni altra attività”. Per il collegio presieduto dalla giudice Silvia Marina Ravazzoni, la notifica “è certamente carente sotto il profilo formale” in quanto le ricerche sul posto “sono generiche e non danno dell’assunzione di informazioni” si legge nella sentenza di 15 pagine.  

In sostanza risulta effettuato “un unico accesso dell’ufficiale giudiziario presso la residenza, nulla è dato sapere in alle ricerche in concreto svolte in quell’unica visita, né risulta che l’ufficiale abbia effettuato altri tentativi di notifica o abbia consultato dei condomini o dei vicini, o assunto informazioni in loco tali da rendere certa l’assoluta irreperibilità di Salis all’indirizzo di residenza, comportamenti certamente esigibili usando l’ordinaria diligenza”. La conseguenza è la nullità della sentenza impugnata con rimessione della causa al primo giudice per ricelebrare la causa svolta precedentemente senza Ilaria Salis.  

 

“La Corte di Appello ha ritenuto viziata la notifica del ricorso introduttivo rilevando principalmente che nella relazione di notifica non era stata specificata l’attività in concreto svolta per accertare l’irreperibilità dell’onorevole Salis alla residenza dichiarata all’anagrafe”, affermano intanto, in una nota, gli Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto – che assistono i due ex collaboratori dell’europarlamentare. 

“Pacifico che le modalità di notifica sono di competenza dell’ufficiale giudiziario e la contumacia è dichiarata dal giudice. Speriamo quindi – scrivono gli avvocati – che almeno questo ponga fine alle illazioni circolate circa la presunta scorrettezza dei nostri assistiti, e in ultima istanza di noi legali, nell’instaurazione del giudizio di primo grado”. 

 

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