In un quadro internazionale sempre più sfilacciato da tensioni latenti e aperti conflitti di logoramento, Roma si riconferma capitale strategica dell’analisi geopolitica. È stata presentata al Centro Studi Americani la XVII edizione del Festival della Diplomazia, in programma dal 22 al 30 ottobre 2026. Un’edizione imponente che vedrà l’organizzazione di 130 eventi diffusi in 38 location nella Capitale, pensata per mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, università, diplomatici e il mondo delle imprese.
A tracciare le linee guida dell’iniziativa è stato il Segretario Generale Giorgio Bartolomucci, sottolineando come la rassegna — nata nel 2010 — continui a rappresentare un presidio di confronto critico indispensabile di fronte al crollo dei tradizionali modelli di cooperazione e alla crescente frammentazione dei blocchi internazionali.
L’allarme del Parlamento UE: “Autocrazie e disinformazione puntano a spaccare l’Europa”
A lanciare l’allarme più politico e severo della giornata è stato Carlo Corazza, Capo dell’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia, che ha richiamato le recenti conclusioni della commissione speciale “Scudo per la democrazia“: «Assistiamo a uno scenario da incubo, con un fronte autocratico compatto — che vede insieme Russia, Cina, Bielorussia, Corea del Nord e Iran — il cui obiettivo primario è indebolire l’Unione Europea e le democrazie liberali».
Corazza ha puntato il dito contro la guerra cognitiva e d’informazione che permea il dibattito pubblico continentale: «Nel nostro Paese la guerra ibrida è palese: c’è chi ripete quotidianamente che inviare armi all’Ucraina significhi allontanare la pace. È una farneticazione su cui la premier Meloni ha risposto in modo cristallino, ma ci fa capire quanto questo fronte sia pericoloso. È l’unico terreno su cui Putin, insieme ad AfD in Germania e Marine Le Pen in Francia, può sperare di vincere. Non c’è un piano B al rafforzamento dell’Unione Europea».
Massolo e il rompicapo globale: “Il mondo liberale rischia di diventare elemento destabilizzante”
Sulle trasformazioni strutturali dell’ordine globale è intervenuto l’Ambasciatore Giampiero Massolo, Presidente del Comitato Scientifico del Festival, spiegando il senso del quesito guida scelto per questa edizione, “What’s Next?”: «Assistiamo a mutamenti un tempo inimmaginabili, in cui lo stesso perno del mondo liberale rischia di trasformarsi in un elemento di destabilizzazione. Il nostro obiettivo a Roma non è dare ricette pronte, ma accrescere la consapevolezza su cosa comporti camminare sul filo del rasoio tra rischi economici, valoriali e giuridici».
Nel corso dell’anteprima si sono susseguiti anche gli interventi di Roberto Sgalla (Direttore del Centro Studi Americani), Aurelio Regina (Presidente onorario del Festival) — che ha posto l’accento sulla sicurezza energetica e la tenuta della manifattura europea —, Marco Riccardo Rusconi (Direttore dell’AICS) e il messaggio di supporto inviato dalla Farnesina tramite il Consigliere Pietro De Martin (MAECI). I lavori si sono poi chiusi con il panel “Conflicts, Emergency and Food Security”, focalizzato sulla protezione dei civili nelle aree di crisi con i rappresentanti delle agenzie ONU a Roma (FAO, IFAD, UNHCR).





