L’incessante aumento dei costi dell’energia e del carburante sta scatenando una violenta tempesta sociale e politica in tutto il Mezzogiorno, mettendo a nudo il crollo della tenuta sociale del Paese. Dalla mezzanotte di ieri, la protesta degli autotrasportatori sta paralizzando i principali raccordi autostradali tra le province di Napoli e Caserta. I presidi dei mezzi pesanti, posizionati in corrispondenza dei caselli di Caianello sull’A1 e di Nola sull’A30, hanno costretto le autorità a disporre chiusure temporanee e deviazioni d’emergenza a causa delle chilometriche code di veicoli rimasti bloccati lungo le arterie commerciali.
La rivolta dei camionisti rappresenta il sintomo evidente di una crisi di sistema che schiaccia i lavoratori tra costi d’esercizio insostenibili e tariffe congelate. In Calabria, la protesta degli agricoltori va avanti ad oltranza da oltre due settimane: le aziende agricole denunciano il continuo rialzo dei prezzi di gasolio, energia e fertilizzanti, a fronte di prodotti della terra pagati al di sotto dei costi effettivi di produzione e svalutati dalla concorrenza delle importazioni estere.
Lollobrigida criminalizza la protesta e la rete lo travolge di insulti
Anziché aprire un tavolo di confronto con le categorie disperate, la risposta dell’esecutivo si è affidata all’ennesimo intervento muscolare del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida. Con un post sui propri canali ufficiali, l’esponente di Fratelli d’Italia se l’è presa apertamente con chi scende in piazza, premettendo che «manifestare è lecito e degno di rispetto» ma affondando subito il colpo con l’accusa formale secondo cui «bloccare le strade per impedire ai prodotti di essere distribuiti è un reato». Nel suo intervento, il ministro ha qualificato come «grave e intollerabile» l’operato dei manifestanti, sostenendo che l’interruzione della circolazione rischi di lasciare i negozi sprovvisti di merce e di provocare «prezzi molto più alti che aggravano la condizione di molte famiglie», fino a bollare i blocchi come un’azione tesa soltanto a «tutelare le proprie posizioni» arrecando danno a imprese e lavoratori.
La sortita del ministro si è trasformata in un clamoroso boomerang comunicativo. La sezione commenti del suo profilo è stata letteralmente presa d’assalto da una pioggia di insulti e contestazioni da parte di cittadini ed esponenti del settore in rivolta. Gli utenti hanno qualificato Lollobrigida come un «miserabile parassita» totalmente avulso dalla realtà, rinfacciandogli la sfrontatezza di fare sermoni moralistici di fronte a un gasolio arrivato a 2,70 euro al litro «quando si guadagnano ventimila euro al mese». Molti commentatori hanno sottolineato come il vero abuso sia commesso da un governo che «riduce alla fame lavoratori onesti» e ignora per settimane le grida d’aiuto dei produttori locali, chiedendo sarcasticamente al ministro dove vada a fare la spesa e invitandolo a vergognarsi per la propaganda a costo zero e il silenzio informativo imposto sui media nazionali.
L’offensiva del M5S sui fondi europei bloccati a Roma
Alla dura contestazione popolare e di rete si affianca la pressione delle opposizioni nelle sedi istituzionali. Con un’azione coordinata tra Parlamento europeo, Camera dei deputati e Consiglio regionale della Calabria, i rappresentanti del Movimento 5 Stelle — guidati dall’eurodeputato Pasquale Tridico insieme ai parlamentari Vittoria Baldino, Anna Laura Orrico, Riccardo Tucci, Elisa Scutellà ed Elisabetta Barbuto — hanno depositato tre distinte interrogazioni per fare luce sulla gestione delle risorse destinate al settore primario.
Al centro dell’affondo pentastellato figurano i 45,6 milioni di euro di aiuti straordinari assegnati all’Italia dall’Unione Europea per compensare gli agricoltori dai rincari energetici. L’esecutivo Meloni aveva l’obbligo di comunicare formalmente a Bruxelles entro la fine di settembre i criteri di ripartizione e le tempistiche di erogazione, ma i dettagli del piano rimangono sconosciuti. I parlamentari del M5S chiedono risposte immediate a Lollobrigida per sapere quanti di questi fondi spettino alle imprese calabresi e quando avverrà il pagamento effettivo, sollecitando al contempo un inasprimento rigoroso dei controlli contro le pratiche commerciali sleali e le speculazioni di filiera che continuano a impoverire i lavoratori italiani.





