(Adnkronos) – Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende l’applicazione di gran parte delle nuove sanzioni e dei dazi previsti dalla legge Graham contro la Russia. Il provvedimento, firmato il 16 ottobre 2026 e pubblicato dalla Casa Bianca, arriva a pochi giorni dall’entrata in vigore delle misure approvate dal Congresso e giustifica la decisione con l’interesse nazionale degli Stati Uniti. La decisione riguarda anche le tariffe che avrebbero potuto colpire i principali acquirenti di petrolio e gas russi, tra cui Cina e India, con dazi fino al 100% su determinate importazioni. La legge prevedeva inoltre un aumento del 500% dei dazi sui prodotti russi, fatte salve le eccezioni previste. Trump ha scelto di rinunciare all’applicazione di queste misure, evitando per il momento una nuova stretta commerciale contro Mosca e i Paesi che continuano ad acquistare le sue risorse energetiche.
Per Mosca si tratta di un momento “importante e davvero storico”. Su Telegram l’inviato speciale del Cremlino per gli investimenti esteri, Kirill Dmitriev, commenta: “Invece delle sanzioni e dello scontro, ci sono dialogo, cooperazione vantaggiosa per entrambi e responsabilità condivisa per la stabilità globale”, ha aggiunto, ripetendo che “la cooperazione economica tra Russia e Stati Uniti è nell’interesse di entrambi i Paesi, contribuisce alla stabilità dell’economia globale e crea le basi per la fiducia e per arrivare a una pace duratura”.
“In un momento in cui i russi hanno condotto un attacco tanto massiccio contro il nostro settore dell’energia, è stata purtroppo presa in America la decisione di ignorare completamente il Lindsey Graham Act, che avrebbe dovuto esercitare una pressione davvero efficace sulla Russia per porre fine a questa guerra. Avrebbe potuto aiutare enormemente, e può ancora farlo!”, scrive in un post su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che accusa i russi per aver sferrato ieri “uno dei più grandi attacchi al settore dell’energia” in Ucraina e denuncia come la Russia stia “cercando di provocare un blackout in Ucraina, proprio prima dell’inverno”, come stia “cercando di lasciare milioni di nostri cittadini senza elettricità e senza riscaldamento”. Servono pressioni, insiste. “Un blackout delle sanzioni Usa, allentare il pressing sull’aggressore, ricompense finanziarie per Putin, tutto questo lo incoraggia solo a continuare ad attaccare – afferma Zelensky – Dobbiamo continuare a cercare di porre fine alla guerra. Di porre fine al conflitto, non di dare a Putin ogni motivo per continuarla senza fine”.
Nel documento ufficiale, intitolato Implementing the Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026, il presidente dichiara di voler rinunciare all’applicazione di diverse disposizioni della legge. La norma, firmata dallo stesso Trump il 18 settembre, era stata concepita per aumentare la pressione economica sulla Russia a causa della guerra in Ucraina.
Il meccanismo utilizzato dalla Casa Bianca è previsto dalla stessa legge: il presidente può sospendere determinate sanzioni e restrizioni se certifica al Congresso che la decisione risponde all’interesse nazionale americano. Trump ha dichiarato di aver trasmesso la certificazione richiesta.
La sospensione non equivale, tuttavia, alla cancellazione di tutte le sanzioni statunitensi contro Mosca. L’ordine chiarisce che restano in vigore le misure adottate in precedenza nell’ambito di altri provvedimenti presidenziali contro la Russia. Le deroghe previste dal nuovo decreto resteranno operative fino a quando Trump o le autorità competenti dell’amministrazione non riterranno necessario intervenire nuovamente.
Uno degli elementi più rilevanti della legge Graham riguardava la possibilità di imporre tariffe aggiuntive ai Paesi che continuano a importare energia russa. Il provvedimento prevedeva dazi fino al 100% sulle merci provenienti dai cinque maggiori acquirenti di petrolio e gas russi, in presenza delle condizioni stabilite dalla norma.
Tra i Paesi potenzialmente interessati figurano Cina e India, importanti mercati per le esportazioni energetiche di Mosca. L’obiettivo della legge era rendere più costoso l’acquisto di idrocarburi russi e ridurre le entrate che contribuiscono a sostenere l’economia e lo sforzo bellico del Cremlino.
Con l’ordine esecutivo, Trump ha rinunciato anche all’applicazione di questi dazi e ha disposto che l’amministrazione continui a monitorare gli acquisti di energia russa e le eventuali attività volte ad aggirare le sanzioni.
La scelta della Casa Bianca arriva dopo un’altra decisione dell’amministrazione Trump relativa alle forniture energetiche russe. La settimana precedente, il presidente aveva annunciato un accordo per l’acquisto di diesel dalla Russia, motivato dall’obiettivo di aumentare l’offerta sui mercati e contenere i prezzi dei carburanti.
Secondo Reuters e CBS News, le mosse si inseriscono in una fase in cui l’amministrazione americana sta cercando di contenere i costi dell’energia, aumentati anche nel contesto della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. L’allentamento delle restrizioni sul petrolio e sui prodotti energetici russi ha quindi assunto anche una dimensione economica, oltre che diplomatica.
Sul fronte della cronaca continuano intanto gli attacchi russi. Infrastrutture energetiche nel mirino di Mosca nelle ultime ore nella regione ucraina di Zhytomyr. Lo riferisce Ukrainska Pravda. Secondo l’operatore Zhytomyroblenergo sono centinaia di migliaia le utenze senza elettricità. I tecnici “stanno facendo di tutto per ripristinare al più presto la fornitura”, fanno sapere.
—
internazionale/esteri
webinfo@adnkronos.com (Web Info)





