sabato 17 Ottobre 2026

Festa del Cinema di Roma, Spollon: “Stiamo perdendo la capacità di distinguere il vero dal falso”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Un light crime ma anche una buddy comedy , che mescola mistero e . In ‘Chiaroscuro’, la nuova serie Netflix con Pierpaolo Spollon e Lattanzi, una scena del crimine si legge come un’opera d’arte e la verità è spesso nascosta dietro falsi indizi, proprio come accade davanti a un quadro contraffatto. Al centro della serie – in anteprima alla del Cinema di Roma e dall’11 novembre su Netflix – c’è Cosmo Speranza, brillante art advisor capace di distinguere un’opera autentica da una falsa a un occhio fuori dal comune. Un talento che lo porta a collaborare con la Squadra Mobile di Roma e con l’ispettore Angelo Tiberi, formando una coppia investigativa improbabile ma efficace. Sullo sfondo, un serial killer che sembra voler comunicare direttamente con Cosmo e costringerlo a fare i conti con il proprio passato. Durante la presentazione della serie – diretta da Jan Maria Michelini – agli attori è stato chiesto se, in un’epoca dominata da fake , immagini generate dall’intelligenza artificiale e verità manipolate, la verità sia diventata impopolare. Per Pierpaolo Spollon, il problema nasce dalla crescente difficoltà nel distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è. “Non sappiamo più che cosa è vero: è vero ciò che accade o quello che arriva alla gente?”, osserva l’attore nell’intervista all’Adnkronos, sottolineando come oggi spesso venga percepito come vero “ciò che si dice insistentemente”. Secondo Spollon, si sta perdendo la capacità critica necessaria per orientarsi tra le informazioni e proprio per questo diventano ancora più importanti figure capaci di aiutare a leggere la realtà. “Bisogna aggrapparsi a chi ha occhio e spirito critico per capire dove stanno gli indizi che portano verso la verità”, spiega. Una riflessione che nella serie trova riscontro anche sul personaggio di Cosmo, costretto a cercare la verità dietro una catena di delitti costruita come un complesso enigma. 

Più netto il punto di vista di Andrea Lattanzi, che ammette di guardare con preoccupazione all’evoluzione dell’intelligenza artificiale. “A me fa un po’ paura”, confessa. L’attore racconta di aver osservato da vicino questo fenomeno e di essere colpito soprattutto dalla difficoltà che molte persone possono avere nel riconoscere contenuti manipolati o falsificati. “Sono d’accordo sul fatto di imporre dei limiti”, afferma, precisando però di non essere favorevole a bloccare il progresso tecnologico. “È comunque un’evoluzione e io cerco sempre di pensare che possa portare anche cose positive”. La conversazione si è poi spostata sul loro mestiere e sul tra verità e finzione nella recitazione. Per Spollon, il tema delle maschere è inevitabile. “Tutti nella vita mettiamo una maschera e poi usciamo di “, osserva, richiamando anche il pensiero di . “Mostrare soltanto alcune parti di sé non significa necessariamente essere falsi e, per un attore, stabilire un confine netto tra ciò che è vero e ciò che non lo è può diventare quasi secondario”. 

Alla domanda su quale sia stata la sfida più difficile tra i crimini in ‘Chiaroscuro’ e i in ‘Doc – Nelle tue mani’, Spollon non ha dubbi: “Il percorso di Cosmo e il confronto con un serial killer, che lo mette davvero a dura prova attraverso gli indizi che dissemina, sono stati una sfida complessa. Anche se, dal punto di vista fisico, l’ospedale di ‘Doc’ è stato probabilmente più impegnativo”. I crimini interessano fino ad un certo punto Cosmo. Quello che lo affascina davvero – spiega ancora Spollon – è il grande enigma che si trova davanti: cosa sta cercando di dirgli questo serial killer che comunica attraverso gli ? Paradossalmente, spesso Cosmo si annoia persino a risolvere i casi, perché ha intuizioni quasi immediate. Trovo più divertente il modo in cui arriviamo a svelare il crimine che il crimine stesso”. La serie – prodotta da Lux Vide, società del Gruppo Fremantle – è scritta da Umberto Gnoli, Michela Straniero, Francesco Arlanch, Elena Bucaccio e Silvia Leuzzi.  

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