Nessun passo indietro, nessuna tregua: il paralizzante blocco della rete stradale e autostradale nel Mezzogiorno prosegue e si inasprisce, spinto da una disperazione di categoria che ha ormai travalicato i confini delle singole vertenze territoriali. La protesta degli autotrasportatori contro l’insostenibile impennata dei costi del gasolio continua a congelare gli snodi nevralgici della Campania, trasformando i presidi del fine settimana in un assedio permanente alle principali vie di comunicazione del Paese.
I nodi tra la A1 e la A30 restano congestionati con lunghe code tra Villa Literno, la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord, con ripercussioni dirette sulle direttrici verso Roma, Salerno e sulla tangenziale partenopea. Con il pieno di un mezzo pesante (da 300 a 500 litri) che ormai varia tra i 700 e i 1.200 euro, le imprese di spedizione mantengono il fermo dei mezzi, congelando le merci negli interporti di Marcianise e Carinaro e paralizzando il traffico commerciale nei porti di Napoli e Salerno.
Scaffali vuoti nei supermercati: la crisi della filiera corta
Il protrarsi del blocco sta mostrando le sue immediate e inevitabili conseguenze sui consumatori finali. La filiera agroalimentare è in ginocchio e l’allarme lanciato dai vertici della grande distribuzione trova riscontro nei punti vendita: in Campania e nel Molise — con particolare gravità tra i centri di Campobasso e Termoli — i banchi di frutta, verdura e prodotti da forno sono rimasti totalmente sguarniti.
Senza consegne da tre giorni, i magazzini faticano a rifornire il fresco. Mentre la Filt Cgil e la Uil Trasporti incalzano il presidente della Regione Campania Roberto Fico per l’apertura immediata di un tavolo d’emergenza istituzionale, le associazioni di categoria come Conftrasporto avvertono che senza ristori immediati molte imprese non avranno la liquidità minima per riaccendere i motori.
La rabbia dilaga: gilet gialli in Molise e studenti al fianco dei TIR
La protesta contro il carovita si sta trasformando in un catalizzatore di malcontento sociale per l’intero Meridione. Nel centro di Campobasso si registrano cortei di camion e trattori guidati da manifestanti in gilet giallo, mentre in Basilicata la viabilità rimane fortemente rallentata lungo la Statale 106 Jonica e agli ingressi della città di Potenza.
In Calabria, lungo la Statale 18 a Fuscaldo, il presidio della Fedralog ha incassato il sostegno diretto del mondo della scuola: a Scalea gli studenti del liceo Metastasio sono scesi in strada accanto ai camionisti, esponendo striscioni contro i rincari ed esplicitando il rifiuto di una condizione economica che nega il futuro alle nuove generazioni del Sud. L’intero comparto guarda ora al confronto fissato per domani al Ministero dei Trasporti con Matteo Salvini, chiamato a dare risposte concrete per evitare l’interruzione definitiva delle catene distributive del Paese.





