La rabbia per l’ennesimo tradimento istituzionale travolge le infrastrutture nevralgiche del Paese. Gli operai dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano hanno fatto irruzione all’aeroporto ‘Cristoforo Colombo’ di Genova, occupando l’area imbarchi per protestare contro la decisione dei commissari straordinari di estendere l’impiego della cassa integrazione a causa del mancato arrivo delle forniture di coils.
Dopo un iniziale corridoio lasciato aperto per non bloccare del tutto il flusso dei passeggeri, le tute blu hanno serrato i passaggi verso i gate e si sono sedute a terra battendo i caschi da lavoro sul pavimento dello scalo. «Resteremo qui finché questo governo non ci dà una risposta. Finché l’esecutivo, che ha nominato i commissari, non fa alzare loro il culo da Roma per darci garanzie chiare», ha urlato tra gli applausi il delegato Fiom Armando Palombo. L’escalation ha provocato momenti di forte tensione ai banchi del check-in, fermando di fatto l’operatività del terminal.
Il fronte di solidarietà: dai licenziati Ericsson agli studenti
L’azione di forza dei metalmeccanici ha coagulato in pochi minuti una rete di solidarietà trasversale che unisce le crisi industriali della città e le nuove generazioni. All’aeroporto sono arrivati i lavoratori della Ericsson, colpiti dall’annuncio di 131 licenziamenti, seguiti da una delegazione di studenti universitari e delle scuole superiori con lo striscione «La vostra lotta è la nostra lotta».
Un forte endorsement alla vertenza è giunto anche dalle Rappresentanze Sindacali Aziendali dell’aeroporto genovese, che hanno espresso «piena ed incondizionata solidarietà» ai colleghi dell’ex Ilva. In una nota ufficiale, le Rsa del trasporto aereo hanno stigmatizzato la scelta della gestione commissariale, definendola «un insulto alla città e ai lavoratori che non può essere fatto passare nel silenzio con una lettera notturna. Genova non è un capitolo secondario: il lavoro e la dignità non si sospendono».
L’attacco del M5s: “Beffa in 48 ore, cosa c’è dietro questo teatrino?”
Sul piano politico, la nuova fiammata della vertenza ha mandato in frantumi la narrazione di una crisi risolta offerta dai ministeri competenti. I capigruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Liguria, Stefano Giordano, e al Comune di Genova, Marco Mes, hanno espresso un attacco frontale contro Palazzo Chigi: «A poco più di 48 ore dagli impegni assunti di fronte a tutti, lavoratrici e lavoratori sono stati beffati. La colpa è di un Governo chiaramente incapace di garantire un futuro industriale e occupazionale a uno stabilimento strategico per il Paese, che si conferma l’esecutivo più fallimentare della storia italiana».
I pentastellati hanno depositato ordini del giorno straordinari negli enti locali per pretendere garanzie immediate dal ministro Adolfo Urso e dal sottosegretario Alfredo Mantovano sulla continuità produttiva, l’approvvigionamento delle materie prime e la tenuta dei livelli salariali: «Cosa c’è realmente dietro il teatrino di un esecutivo che spaccia per chiusa una vertenza che si è poi rivelata più drammatica che mai?», incalzano i capigruppo del M5s, chiedendo contestualmente conto alla giunta regionale per le dichiarazioni rese nei giorni precedenti a sostegno dell’operato del governo.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





