lunedì 19 Ottobre 2026

Niente pane, pasta e ortofrutta: il blocco dei TIR svuota i supermercati da Napoli a Palermo

La protesta degli autotrasportatori entra nel quinto giorno tra scaffali azzerati a Palermo, assalto alle pompe di benzina e magazzini d'approvvigionamento bloccati a Carinaro. Mentre le associazioni dei consumatori evocano la "tempesta perfetta", l'intera filiera agroalimentare del Mezzogiorno va in corto circuito. Domani il tavolo decisivo con il ministro Salvini

Di Redazione
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La paralisi del Mezzogiorno travalica la protesta di categoria e assume le proporzioni di un collasso sociale. Giunti al quinto giorno di mobilitazione contro l’insostenibile aumento del prezzo del gasolio, gli mantengono il dei mezzi, innescando una psicosi collettiva e la conseguente corsa all’accaparramento. Da Palermo a Napoli, i registrano scaffali completamente svuotati: non solo frutta, e carne, ma anche generi di prima necessità ad alta conservazione come pasta e acqua minerale.

In Sicilia, nonostante gli organizzatori del Consorzio Trasportatori Siciliani (Cts) abbiano allentato la stretta per i mezzi ortofrutticoli in transito sullo Stretto di , le merci giungono con il contagocce. A Palermo si registrano chilometriche code agli impianti di carburante di viale Regione Siciliana e via Leonardo da Vinci, con i primi distributori che hanno già esaurito le scorte, mentre il trasporto pubblico locale valuta il taglio delle corse per garantire le sole fasce protette per i pendolari. «Se domani il ministro Salvini non accoglierà le nostre richieste, per la Sicilia sarà la paralisi totale. Non serviranno picchetti: gli autotrasportatori non ripartiranno semplicemente perché lavorare in queste condizioni equivale a viaggiare in perdita», avverte Salvatore Bella, coordinatore del Cts.

L’assedio di Carinaro e i magazzini bloccati: catena logistica spezzata

Il punto critico della logistica alimentare resta la Campania, dove i manifestanti mantengono il blocco totale dei magazzini della Grande Distribuzione Organizzata nell’area industriale di Carinaro, nel Casertano. Le operazioni di carico e scarico sono congelate, impedendo il rifornimento dei punti vendita tra Napoli e Caserta e saturando la tensione sociale.

Senza possibilità di approvvigionamento, la filiera corta è packaging in corto circuito nel giro di poche ore: i centri di stoccaggio non riescono a fare uscire i camion e le filiali dei supermercati rimangono con le serrande alzate ma senza merce da vendere, tra la frustrazione degli operatori e la rabbia dei clienti costretti a girare più punti vendita per trovare beni primari.

evoca la “tempesta perfetta”: domani l’ultimo bivio al

L’allarme per la tenuta del sistema economico e sociale è condiviso dalle associazioni dei consumatori. Giovanni Bellissima, presidente di Adoc, descrive uno scenario devastante in cui il caro , sommato alle tensioni geopolitiche internazionali, rischia di travolgere i bilanci familiari: «Gli scaffali sono vuoti come lasciano presagire le tasche degli italiani. L’impennata del petrolio si è palesata alle pompe e sta scatenando un’ondata di rincari a catena su bollette e beni primari. Chiediamo all’esecutivo interventi strutturali e immediati, non i soliti provvedimenti una tantum o i soliti ‘tappabuchi’ che non risolvono nulla».

Tutti i riflettori sono ora puntati sull’incontro convocato a Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. All’, al quale hanno chiesto di presenziare anche le sigle degli agricoltori, le rappresentanze dei camionisti si presenteranno con una posizione di chiusura totale: senza garanzie immediate sul taglio delle accise e sullo sblocco dei crediti d’imposta arretrati, i Tir rimarranno spenti nei piazzali.

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