martedì 20 Ottobre 2026

“Se la polizia ti ferma, non confessare”: il manuale social dei cortei sfugge alla stretta del governo

Circola nelle chat Telegram del “Movimento 17 Ottobre” un vademecum legale redatto da un'avvocata con le istruzioni per disinnescare arresti e direttissime. Tra guide per schermare l'identità, manuali di azione diretta e il video del saccheggio ribattezzato "esproprio proletario", la rabbia giovanile sfida la repressione del pacchetto sicurezza

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

“Se la polizia ti ferma durante una manifestazione, non confessare”. È questo il comanda perentorio che apre la “cassetta degli attrezzi” giuridica confezionata da un’avvocata e diffusa capillarmente sui social e nelle chat d’area in queste ore. Di fronte alla raffica di fermi e all’estensione delle misure punitive promosse dal governo, la risposta organizzativa della punta direttamente a disinnescare la morsa giudiziaria e le trappole dei processi per direttissima.

Il vademecum distingue con precisione chirurgica le strategie di per maggiorenni e minorenni. Ai primi viene raccomandato di non cedere ai consigli dei legali d’ufficio che spingono verso il patteggiamento o il rito abbreviato, definiti una trappola nei contesti di poiché rischiano di cristallizzare accuse più gravi in un secondo momento. La linea d’ordine è chiara: nei processi legati alle lotte non si ammettono gli addebiti. Per i minori, al contrario, la guida suggerisce di sfruttare la messa alla prova e i percorsi alternativi per azzerare le conseguenze penali sul nascere.

La rete del “Movimento 17 Ottobre”: chat blindate e ogni sabato

Il testo legale è solo uno dei contenuti che alimentano la struttura sotterranea del neonato “Movimento 17 Ottobre”. La sigla, emersa subito dopo le devastazioni nel centro di Milano, ha già lanciato una mobilitazione permanente con appuntamenti fissi ogni sabato alle 15 in otto metropoli italiane, a partire dal 24 ottobre. Dalla pagina Instagram ufficiale gli utenti vengono dirottati verso canali Telegram chiusi, accessibili solo tramite link d’invito, con l’intenzione già dichiarata di migrare su Signal per sfuggire al tracciamento dell’intelligence.

Nelle chat circola la guida tascabile Safer in the street, pensata per insegnare ai giovanissimi come tutelare l’anonimato visivo, proteggere le informazioni personali sui telefoni e gestire i momenti di carica durante i cortei. “I violenti siete voi che ci avete negato il futuro, ora quel futuro ce lo prendiamo”, rivendicano i promotori, respingendo la narrazione istituzionale e attribuendo la responsabilità della tensione alle politiche d’austerità del governo.

Dal manuale del 2004 al video dell’esproprio proletario sui social

A completare il materiale di e formazione bellica compare anche Ricette per il caos, uno storico manuale di resistenza urbana del 2004 che dettaglia forme d’azione diretta contro le multinazionali e il tessuto commerciale dei centri urbani. L’ideologia del movimento punta a trasformare la rabbia generazionale e i saccheggi incontrollati delle in un’azione dal preciso connotato politico.

L’esempio più emblematico è il rilanciato nei canali del movimento, in cui un gruppo di ragazzi consegna a un senzatetto abiti e beni sottratti dalle boutique milanesi devastate nel fine settimana. La dicitura che accompagna le è esplicita: “Esproprio proletario a Milano”. Una aperta e sfacciata alla linea della tolleranza zero, a dimostrazione di come la sola risposta repressiva stia spingendo la contestazione giovanile a dotarsi di veri e propri manuali di autodifesa e clandestinità.

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata