venerdì 23 Ottobre 2026

Ultimatum del governo sul blocco dei TIR: “Tutti via entro stasera o scatta la precettazione”

Palazzo Chigi fissa il termine per lo sgombero dei presidi dei camionisti in Campania e nel Mezzogiorno: senza una svolta immediata entro la serata di venerdì, il prefetto firmarà la precettazione. Meloni prova a riaprire la circolazione delle merci e dei carburanti verso il Sud, mentre sullo sfondo della protesta per il caro-gasolio si allungano i sospetti di infiltrazioni della criminalità organizzata

Di Redazione
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Il margine della tolleranza dell’esecutivo è esaurito. Al termine di un teso Consiglio dei ministri e di una lunga rincorsa all’emergenza, Palazzo Chigi ha fissato un limite temporale invalicabile: trentasei ore di tempo, con scadenza entro la serata di oggi. Se i dei camionisti in Campania e nelle arterie nevralgiche del Sud non verranno smantellati spontaneamente, il governo autorizzerà il di Napoli a firmare i decreti di precettazione per costringere gli autotrasportatori a riprendere il lavoro e liberare le strade.

Al centro dell’allarme di Giorgia Meloni ‘è il ruolo strategico della Campania, vero e proprio snodo e imbuto logistico per l’intera filiera agroalimentare nazionale. Dal capoluogo campano transitano le dirette ai mercati del Nord e la distribuzione dei beni primari verso il resto del Mezzogiorno. Una paralisi che rischia di lasciare sguarniti i banchi delle catene di distribuzione e che ha già causato il collasso dell’approvvigionamento dei carburanti. A causa dei blocchi dei depositi di diesel, le stesse scorte della polizia impiegate per scortare i convogli di merci si sono rivelate inutili per la semplice impossibilità di fare ai mezzi pesanti.

L’ombra delle infiltrazioni criminali e il no di Manfredi al governo

«Lo Stato deve fare lo Stato», ha scandito la Presidente del Consiglio d’intesa con il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi. Tra le opzioni vagliate sul tavolo di Palazzo Chigi c’era inizialmente anche l’ipotesi di impiegare l’esercito per gestire la crisi dei trasporti, un’idea poi accantonata per evitare di mostrare l’immagine di un Paese militarizzato di fronte all’opinione pubblica e ai mercati. Tentativi di sponda sono stati cercati anche con il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi per condividere il peso politico del provvedimento d’urgenza; dal è arrivato però un secco rifiuto, ricordando al governo che la responsabilità e l’onere delle decisioni d’ordine pubblico ricadono unicamente sul potere centrale.

A rendere ancora più opaco il quadro delle proteste sul caro-gasolio contribuiscono i raccolti dagli organi di sicurezza nelle ultime ore. Se in Sicilia e i presidi appaiono in via di scioglimento, in Campania si registrano ancora episodi violenti, intimidazioni ed estorsioni ai danni dei vettori che provano a viaggiare. Tra i ministeri si fa sempre più strada il sospetto che settori della criminalità organizzata abbiano approfittato del disagio sociale per infiltrarsi nella protesta e controllare i nodi del traffico. Per la premier, costretta ad ammettere a margine del che le ultime misure sul carburante sono semplici “tamponi” in attesa di ipotetici margini di flessibilità dall’, la precettazione di stasera rappresenta l’unica strada per evitare che lunedì mattina il Sud si ritrovi del tutto isolato ed esausto.

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