In uno scenario bellico dominato dall’asprezza dei combattimenti e dallo stallo della diplomazia tradizionale, è Melania Trump a piazzare la zampata umanitaria. La Casa Bianca ha annunciato ufficialmente che Russia e Ucraina hanno concordato un cessate il fuoco temporaneo nella cittadina di Oleshky, nella regione di Kherson, per consentire l’ingresso di cibo e medicinali e l’evacuazione dei civili stremati attraverso un corridoio di sicurezza.
Una mossa clamorosa giunta dopo le storiche intercessioni di Papa Leone XIV con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. La first lady americana, rivendicando l’iniziativa nata a margine dell’81esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, non ha usato mezzi termini per sottolineare il proprio peso politico: «Oleshky è una città in prima linea sull’orlo della catastrofe, abitata prevalentemente da anziani rimasti senza cibo, acqua e sotto attacchi continui. Era assolutamente evidente che, senza il mio intervento, sarebbe stato impossibile far arrivare aiuti ed evacuare i cittadini».
Perfino il Cremlino ha dovuto piegarsi al plauso pubblico, sottolineando di aver accolto “con favore” gli sforzi della moglie del presidente americano. Mosca ha confermato che la tregua scatterà dalle 3 del mattino (ora italiana) di martedì 27 ottobre e durerà per il tempo necessario all’evacuazione, stimato in “diversi giorni”.
A novembre il vertice trilaterale ad Abu Dhabi: Mosca non esclude l’Europa
La spinta umanitaria firmata dalla first lady si intreccia con importanti accelerazioni sul piano geopolitico. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato ufficialmente che a novembre si terrà ad Abu Dhabi un vertice trilaterale di altissimo livello tra Russia, Stati Uniti e Ucraina. Una svolta diplomatica a cui potrebbero aggiungersi anche le potenze europee: «Nulla può essere escluso a priori», ha aperto sibillino Peskov in merito a una presenza dell’UE al tavolo delle trattative.
Sullo sfondo restano tuttavia i nodi tecnologici del conflitto. Kiev attende ancora chiarezza sul ripristino a pieno regime di Starlink, la rete satellitare di Elon Musk fondamentale per le operazioni militari al fronte. Dopo le indiscrezioni sui pressanti contatti diretti tra Donald Trump e il patron di SpaceX per rimuovere i blocchi di velocità sulla versione militare della rete, il tycoon si è limitato a un laconico commento di facciata: «Ci darò un’occhiata».





