sabato 24 Ottobre 2026

Melanoma, nuova pillola ‘spoglia’ il tumore avanzato e rallenta la crescita

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Una pillola in grado di ‘spogliare’ il tumore per renderlo più visibile al sistema immunitario si è rivelata una nuova promettente arma contro il melanoma avanzato. “L’aggiunta dell’innovativo in compresse HBI-8000 all’immunoterapia standard con nivolumab dimostra infatti un’efficacia nettamente superiore alla sola monoterapia: riduce del 27% il rischio che la malattia progredisca e porta la mediana di libera da progressione a 11,7 mesi (rispetto 7,4 mesi ottenuti con il solo immunoterapico). Inoltre, la nuova combinazione aumenta in modo significativo anche la quota di che ottengono una regressione del tumore, raggiungendo il 41,4% (contro il 32,3% del braccio di controllo)”. Sono i principali risultati dello studio internazionale di Fase 3 HBI-8000-303, presentati al della europea di Oncologia Medica (Esmo) a Madrid.
 

La sperimentazione, condotta su 404 pazienti con melanoma avanzato mai trattati prima con l’immunoterapia a base di inibitori di PD-(L)1, è stata sviluppata dalla biotech Huyabio International e vede tra i suoi principali autori Paolo Ascierto, ordinario all’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma. “Con questa combinazione entriamo in una nuova dimensione dell’immunoterapia, in cui superiamo nettamente la capacità del tumore di nascondersi – dichiara Ascierto -. La nuova molecola appartiene alla classe degli Hdac inibitori, ovvero farmaci capaci di bloccare gli enzimi ‘istone deacetilasi’ che le cellule tumorali usano per compattare il proprio e occultare gli antigeni, quelle sostanze che vengono riconosciute dal sistema immunitario da attaccare. Bloccando questi enzimi, rimoduliamo l’espressione degli antigeni tumorali: in sostanza ‘spogliamo’ le cellule maligne dalle loro difese fisiche, rivelando il loro vero identikit e rendendole così immediatamente visibili e riconoscibili al sistema immunitario. Una volta smascherato il tumore, l’immunoterapia con nivolumab può cacciare e distruggere le cellule tumorali con un’efficacia e una durata d’azione significativamente maggiori”. 

Nello studio di Fase 3, i 404 pazienti sono stati randomizzati a ricevere la combinazione di nivolumab con la compressa orale di HBI-8000 oppure nivolumab con placebo. “ ad aver garantito un importante ‘balzo in avanti’ nella sopravvivenza libera da progressione, la combinazione ha dimostrato un profilo di sicurezza ben gestibile e caratterizzato da effetti collaterali lievi, offrendo al contempo la grande praticità della somministrazione orale della nuova molecola – conclude Ascierto -. L’incremento da 7,4 a 11,7 mesi nella sopravvivenza libera da progressione ha un valore clinico straordinario per i pazienti con malattia avanzata. Disporre di un’ulteriore opzione in pillola che potenzia l’immunoterapia senza gravare in modo eccessivo sulla tollerabilità rappresenta un ulteriore passo in avanti a beneficio anche della qualità della vita dei pazienti”. 

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