sabato 31 Ottobre 2026

Allarme Pensioni, arriva il cervellone Ia a Fmi: senza riforme conti a rischio

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) – Un cervellone che sfrutta l’Ia per mettere a confronto i sistemi pensionistici di 142 paesi, oltre 4mila , di fronte alla crescente di una spesa che nel 2050 toccherà oltre il 10% del pil globale per le economie più ricche. Un nuovo Paper del Fmi introduce il Global pension reform database 1952-2025 che passa ai raggi X sistemi e modifiche di tutti i paesi partner del Fondo esaminando in particolare la relazione tra l’attuazione delle riforme e le dinamiche del . “In assenza di riforme, l’ della spesa pensionistica rischia di compromettere la fiscale e di limitare il margine di manovra per altre priorità di spesa in molti paesi”, si avverte nel documento. 

“I cambiamenti demografici e le crescenti pressioni fiscali hanno reso la riforma delle pensioni una priorità per i leder politici in paesi appartenenti a tutte le fasce di reddito. Le economie avanzate devono affrontare la sfida di mantenere l’adeguatezza delle prestazioni in un contesto di invecchiamento della popolazione, mentre i mercati emergenti e i paesi in via di sviluppo si adoperano per ampliare la copertura garantendo al contempo la sostenibilità fiscale a lungo termine. Trarre insegnamento dalle esperienze di riforma passate, sia nazionali che internazionali, può rafforzare la progettazione e l’attuazione delle riforme future”, si sottolinea nel Paper del Fondo monetario. 

Il tutto a fronte di una spesa pensionistica che rappresenta in media circa l’8% del nelle economie avanzate, il 4% nei mercati emergenti e l’1,7% nei paesi in via di sviluppo. Inoltre, rilevano gli economisti del Fmi, entro il 2050, si prevede che tali percentuali saliranno rispettivamente al 10,1, all’8,1 e al 2,8% del pil. 

 Non solo quantità, risultati riforme non sono sempre quelli sperati. Il Global Pension Reform Database (Gprd), rappresenta il primo di dati con una copertura sistematica delle riforme pensionistiche di 142 economie avanzate, emergenti e in via di sviluppo dal 1952 al 2025. Sfruttando l’intelligenza artificiale estrae oltre 4.000 casi di riforma pensionistica provenienti dall’Economist Intelligence Unit e dall’Amministrazione della previdenza sociale degli Stati Uniti in base a tipologia, tempistica, e generosità, consentendo un’analisi coerente a livello transnazionale e storico.  

Da una prospettiva storica si nota come l’impegno per le riforme si sia notevolmente ampliato a partire dagli anni ’90, con un’attività sempre più allineata agli shock macroeconomici, alle pressioni fiscali e ai cambiamenti demografici. L’applicazione empirica illustra l’utilità della banca dati per l’analisi macro-fiscale non meramente quantitativa. “Nelle economie non avanzate, le riforme pensionistiche attuate sono seguite da riduzioni statisticamente significative del debito pubblico, mentre non si rilevano effetti comparabili per le economie avanzate. Questa divergenza sottolinea l’importanza delle fiscali iniziali, dei quadri istituzionali e della capacità di attuazione nel determinare i risultati”. 

Certo il nuovo database può sbagliare ma “il lavoro futuro dovrebbe integrare fonti aggiuntive, migliorare la precisione della codifica e convalidare ulteriormente la copertura”, si legge. Ad ogni modo “il Gprd offre una base per la progettazione di politiche fondate su dati concreti e l’ampliamento e il perfezionamento del database “ne rafforzeranno il valore per la valutazione della tempistica delle riforme, della loro struttura e degli impatti macroeconomici, sostenendo lo sviluppo di sistemi pensionistici fiscalmente sostenibili e in grado di rispondere alle mutevoli condizioni demografiche ed economiche”, si conclude nel Paper. (di Luana Cimino) 

—

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata