Non si placa l’ondata di rabbia sociale che sta travolgendo la Francia. Per il quarto sabato consecutivo le principali città del Paese sono state teatro di imponenti cortei contro il carovita, il rincaro dei carburanti e il progressivo impoverimento del ceto medio e delle nuove generazioni. Soltanto a Parigi la prefettura di polizia ha conteggiato ben 46.000 manifestanti, una massa composta in larga prevalenza da studenti delle scuole superiori, universitari e giovani lavoratori determinati a mantenere altissima la tensione politica.
Le manifestazioni odierne rappresentano lo snodo cruciale di una mobilitazione iniziata a metà settembre nei sobborghi parigini e rapidamente allargatasi a macchia d’olio sull’intero territorio nazionale. L’obiettivo della piazza è costringere l’esecutivo a concedere interventi strutturali sui salari e sul blocco dei prezzi.
Guerra d’logoramento verso il vertice di Matignon
La piazza parigina ha mostrato numeri leggermente inferiori rispetto alla giornata di giovedì, quando la capitale era stata attraversata da 65.000 persone nell’ambito dello sciopero generale. Tuttavia, il movimento punta a dimostrare una capacità di tenuta prolungata per presentarsi con la massima forza contrattuale all’appuntamento fissato per lunedì mattina dal primo ministro Sébastien Lecornu a palazzo Matignon.
Il premier ha infatti convocato d’urgenza una conferenza sociale alla quale prenderanno parte le organizzazioni sindacali e i rappresentanti datoriali, seguita nel pomeriggio da un tavolo riservato alle sigle studentesche. I sindacati chiedono a gran voce un ritocco all’insù del salario minimo e un adeguamento generalizzato delle buste paga all’inflazione, minacciando di paralizzare ad oltranza il Paese in caso di un nulla di fatto.
Tensione a Lione: carica e lacrimogeni nel centro vietato
Se a Parigi il corteo ha sfilato sotto stretto monitoraggio delle forze dell’ordine, la situazione è degenerata a Lione. Nella seconda città francese le autorità municipali avevano preventivamente vietato qualsiasi tipo di assembramento nel centro storico, adducendo un elevato rischio per la sicurezza e l’incolumità pubblica.
Il divieto non ha fermato i manifestanti, che hanno tentato di forzare i blocchi per accedere alle vie commerciali. La polizia è intervenuta massicciamente impiegando gas lacrimogeni e cariche di alleggerimento per disperdere i blocchi. Gli episodi di Lione si sommano al bilancio di un autunno segnato da centinaia di arresti e da un clima di guerriglia urbana che sta mettendo a dura prova la tenuta del governo.

