Le tensioni sui conti pubblici italiani sono destinate ad aumentare nei prossimi anni. Tra maggiori spese per difesa, pensioni e transizione climatica, che richiederanno parallelamente investimenti pubblici rilevanti. È quanto emerge dalla scheda dedicata all’Italia del primo rapporto Ocse sui Fondamenti della crescita e della competitività presentato oggi a Parigi.
L’organizzazione indica quindi tre direttrici prioritarie: utilizzare eventuali introiti eccezionali per ridurre il deficit, rafforzare il ruolo della revisione della spesa con obiettivi di risparmio più ambiziosi e aumentare le entrate attraverso il contrasto all’evasione fiscale. In quest’ultimo ambito, il rapporto suggerisce la riduzione delle spese fiscali e il miglioramento dell’efficacia dell’amministrazione, anche tramite una maggiore diffusione dei pagamenti digitali e l’aggiornamento dei valori catastali.
Sul fronte del lavoro, il quadro resta critico. “Malgrado la crescita recente dell’occupazione e il calo del tasso di disoccupazione, i tassi di occupazione restano inferiori a quelli di gran parte dei Paesi Ocse” – si legge nel documento. E a pesare sono soprattutto il basso tasso di coinvolgimento professionale delle donne e dei giovani. Fattore che, sottolinea l’organizzazione, è legato alla mancanza di politiche familiari adeguate, ma anche a un accesso insufficiente “alla formazione delle politiche attive sul mercato del lavoro”.
Per concludere quindi, nella scheda si suggerisce all’Italia di sostenere gli investimenti nella qualità della formazione, ridurre il carico fiscale sui redditi e promuovere una riforma della contrattazione collettiva.
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