lunedì 28 Settembre 2026

Barbara Bouchet e la rinascita artistica: “Nessuno credeva in me, ma ho aspettato”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Barbara Bouchet torna protagonista da Fialdini a ‘Da noi…a ruota libera’. Star del cinema, di nuovo sotto i riflettori e lo fa con una nuova consapevolezza. Una rinascita artistica grazie a ‘ Allegro’, il film diretto da Emanuela Piovano che le è valso il premio come miglior al Bifest di Bari. Un riconoscimento arrivato dopo anni di attesa e determinazione: “Non è mai troppo tardi. Avevo un passato e nessuno credeva in me. Ma ho aspettato, lavorando nel profondo”. La sua , in realtà, non si è mai fermata: “Prima piccoli ruoli, poi finalmente questo film. Io ero già felice per il ruolo, poi quando ho vinto, ancora di più”. Nel film affronta temi intensi come la , la solitudine e il di scegliere del proprio destino. Un personaggio che rappresenta una svolta: “Era quello che cercavo da tanti anni. Un ruolo femminile vero”. 

Bouchet non nasconde il peso delle etichette del passato: “Sono stata ingabbiata nel cinema sexy, a un certo punto non ce la facevo più”. Una scelta radicale arriva già a 39 anni: “Me ne sono andata. Volevo fare ruoli della mia età”. La svolta arriva con una nuova consapevolezza e professionale: “Quando ho letto questo copione ho detto: ecco, è arrivato. Il ruolo perfetto”. In un’industria spesso ossessionata dall’immagine, l’attrice ha scelto di restare fedele a sé stessa: “La mia faccia fa parte del mio piano. Volevo fare ruoli della mia età e quindi non mi sono mai stravolta”. 

E aggiunge con decisione: “Mi accetto così come sono. Basta guardarsi in giro per capire che non vuoi essere così”. Tra i ricordi più intensi, emerge quello dell’amicizia con Sharon Tate, tragicamente uccisa il 9 agosto 1969: “Avrei potuto essere lì con lei in quel momento. Quando ho appreso la notizia ero in una discoteca. Ho sentito: ‘Sai che hanno ucciso Sharon’. È stato un brutto colpo”. Non mancano aneddoti sorprendenti della sua vita a Los Angeles: “Vivevo con Gardner McKay. Lui aveva un leone, io una gheparda di nome Kenya”. Una vita fuori dagli schemi, segnata da libertà e incontri straordinari. E sull’ oggi non ha dubbi: “Non sono stufa dell’amore. Fa bene, a ogni età”. Accanto alla carriera, resta una riflessione più profonda sul e sull’esperienza: “Il vissuto di una persona anziana è tutta un’altra cosa. Oggi i giovani cercano tutto su Google e non si confrontano più”. 

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