lunedì 28 Settembre 2026

Liste d’attesa nella sanità, Cartabellotta (Gimbe): “Troppe prescrizioni improprie, rivedere modalità”

Di La Sintesi Online
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() – “Da decenni siamo tutti convinti che” per ridurre le d’attesa “bisogna essere più appropriati nella prescrizione e nell’erogazione dei servizi sanitari. Però, se non modifichiamo l’architrave, l’architettura con la quale fare queste prescrizioni, è evidente che tutto si poggia sulla cultura del professionista e sulla domanda appropriata del cittadino. Questo ha una prescrizione secondo una sua classe di priorità, ma se ritiene che questi tempi siano troppo lunghi, si rivolge alla sanità a pagamento e se non può più spendere, a causa dell’ della povertà, semplicemente esce dal sistema. Per questo la spesa out of pocket non è più un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche”. Così Nino Cartabellotta, presidente Fondazione , nel suo oggi in collegamento al convegno ‘Adnkronos Q&A – , prevenzione e risorse: le sfide’, in corso a Roma. 

“A quasi un anno dal lancio della versione 1.0 della piattaforma sulle liste d’attesa – spiega Cartabellotta – noi abbiamo soltanto ancora dei dati aggregati a livello nazionale”, quindi “non abbiamo la possibilità di sapere se il ha prodotto dei benefici. Non disponiamo né di dati regionali, né tantomeno aziendali, né ancor tanto meno divisi per e privato accreditato piuttosto che per entrare nel regime Ssn. Dal punto di vista progettuale, la piattaforma dovrebbe – e uso volutamente il condizionale – mettere a disposizione tutti questi dati, capire dove sono le difficoltà e mettere in campo gli interventi correttivi. Però oggi, sostanzialmente, noi disponiamo soltanto di un dato aggregato nazionale, espresso con modalità già complicate per i tecnici – rimarca – figuriamoci per i cittadini”. 

Sul tema dell’appropriatezza delle prestazioni “non abbiamo dati italiani dettagliati, però la letteratura internazionale dice che mediamente il 30% delle prestazioni di diagnostica ambulatoriale è inappropriato: significa che il rischio-beneficio per quel paziente non è adeguato – chiarisce Cartabellotta – Poi però abbiamo una percentuale molto alta di pazienti che non riesce ad accedere. Quindi, al di là della piattaforma e del potenziamento dell’offerta, bisogna mettere in campo strumenti per governare la domanda, che non possono riguardare soltanto i professionisti. Oggi i pazienti sono fortemente influenzati da quella che io chiamo ‘medicalizzazione della società’, che esercita anche delle pressioni su chi deve prescrivere. Quindi il problema è come gestire tutto questo, anche modificando le modalità prescrittive, il nomenclatore per le prestazioni”. 

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salute

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