giovedì 13 Agosto 2026

Aceti (Salutequità): “Testo unico occasione ma servono semplificazione processi decisionali e regole su digitale”

Di La Sintesi Online
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() – “La della governance farmaceutica rappresenta, secondo il relatore, un’importante occasione per correggere alcune criticità del sistema dell’assistenza . Tuttavia, per essere davvero efficace, dovrà affrontare alcuni nodi ancora irrisolti”. Lo ha detto Tonino Aceti, presidente di Salutequità, intervenuto oggi a Roma al convegno ‘Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e : le sfide’. 

“Il primo – spiega Aceti – riguarda la presenza di troppi livelli decisionali. Oggi esistono diverse commissioni regionali e aziendali del farmaco e altri organismi che finiscono per sovrapporsi tra loro. Questo sistema, secondo il relatore, crea duplicazioni rispetto alle valutazioni già effettuate a livello nazionale da e a livello europeo dall’European Medicines Agency (Ema), oltre al farmaceutico nazionale. L’esistenza di prontuari regionali e aziendali viene quindi vista come un fattore di rallentamento e di disuguaglianza nell’accesso alle cure – sottolinea – perché introduce passaggi aggiuntivi che complicano il percorso dei farmaci. In un momento in cui il Servizio sanitario nazionale è già sotto pressione per le liste d’attesa e le difficoltà di accesso, aggiungere ulteriori livelli di governance rischia di rendere il sistema meno efficiente e meno equo”. Per il presidente di Salutequità, un secondo punto critico riguarda “ciò che accade dopo l’approvazione di un farmaco. Autorizzare una terapia, infatti, non basta per garantire che i pazienti possano riceverla: è necessario organizzare in modo efficace i servizi sul territorio, definire centri di riferimento, costruire reti di specialisti e assicurare una diffusione uniforme. Oggi, però, questi passaggi avvengono con tempi e modalità molto diverse da una all’altra, creando disomogeneità nell’accesso alle cure”.  

Infine, viene sollevata la questione delle terapie digitali (digital therapeutics), “un ambito in forte crescita – osserva Aceti – ma ancora privo di una regolamentazione chiara in . Secondo il relatore, il disegno di legge rappresenta un’occasione importante per colmare questo vuoto normativo e definire finalmente un quadro di riferimento preciso. La riforma dovrebbe puntare a semplificare i processi decisionali, ridurre le duplicazioni, garantire uniformità di efficienza ed efficacia organizzativa sul territorio e regolamentare le nuove frontiere della medicina digitale, per rendere più rapido ed equo l’accesso alle cure”. 

salute

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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