lunedì 28 Settembre 2026

Foto rubate e falso dossier per ricattare Del Vecchio jr, pm: “Obiettivo 10 milioni di euro”

Di La Sintesi Online
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Un’estorsione da 30mila euro e una , con l’obiettivo di incassare fino a 10 milioni di euro, facendo leva sulla diffusione di informazioni riservate “potenzialmente lesive della reputazione” aziendale di EssilorLuxottica e personale di Maria Del Vecchio. E’ il piano, in gran parte fallito, che emerge dal decreto di perquisizione disposto dalla Procura di Milano. Le perquisizioni riguardano l’ex carabiniere Vincenzo De Marzio, la srl Neis agency di cui è amministratore unico e di Mario Cella ex addetto alla sicurezza di Del Vecchio jr.  

In particolare nel decreto che nasce dall’inchiesta si ravvisa il reato di estorsione e interferenze illecite nella vita privata per De Marzio e Cella, e di truffa per De Marzio e Nunzio Samuele Calamucci figura centrale nell’inchiesta sulla presunta centrale di dossieraggio illegale di via Pattari a Milano. Per gli inquirenti è emerso “un quadro complesso”, nel quale si mescolano “condotte estorsive, poste in essere attraverso l’utilizzo strumentale di immagini altamente sensibili e riservate” sulla vita privata di Del Vecchio jr ma anche “comportamenti fraudolenti, consistenti nella creazione di un falso dossier ai danni” dello stesso imprenditore ed editore e di altre persone.  

In particolare, dalle analisi sui dispositivi sequestrati, “è emerso che Cella, in accordo con De Marzio, ha estrapolato, dal sistema di videosorveglianza interno all’abitazione milanese” di Leonardo Del Vecchio delle immagini private “poi utilizzate per ricattare il di EssilorLuxottica”. Parallelamente, come emerso dalle , De Marzio e Calamucci “realizzavano un falso dossier ai danni Del Vecchio, dei suoi familiari e di soggetti riferibili a Delfin (la cassaforte lussemburghese) e EssilorLuxottica, facendo credere all’imprenditore che si trattava di attività di dossieraggio posta in essere”, a Roma, dalla cosiddetta ‘squadra Fiore’.  

Lo scopo – come si legge nel decreto firmato dai pm milanesi Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi e dal Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Antonello Ardituro – era “di indurre l’imprenditore a pagare importanti somme di denaro per bloccare l’apparente illecita, mediante acquisto del relativo ‘dossier’”, in realtà costruito ad . Un’operazione che rappresentava solo il primo tentativo: De Marzio e Calamucci intendevano ottenere da Del Vecchio jr “cifre milionarie a titolo di corrispettivi per di protezione reputazionale basati su fatti e circostanze false (i due indagati ipotizzavano di farsi dare 10 milioni di euro)”. 

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cronaca

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