lunedì 28 Settembre 2026

Fiorello: ”Teatro delle Vittorie non tecnologico? Allora vendiamo il Colosseo”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
Fiorello inizia, come promesso, la puntata de ‘La Pennicanza’ dedicata alla del Teatro delle Vittorie, contro cui si era scagliato questa mattina con un video sui in cui, insieme a Biggio, attaccava cartelli contro la vendita del teatro. “È scandaloso – sottolinea lo showman in una clip girata proprio all’esterno dello storico – un crimine contro la storia dello ”. Davanti a uno dei luoghi simbolo della tv, ricorda i grandi del passato, a partire da Pippo Baudo: “Qui si è fatto il vero varietà”.
Poi l’appello: “Vendete quello che volete, ma non il Teatro delle Vittorie. Capisco che la Rai abbia bisogno di soldi, ma proprio questo? Leggevo che Milly Carlucci dovrebbe traslocare in un nuovo studio a Saxa Rubra. Ma non costruite nulla, fate tutto qua! Non è tecnologico? Allora vendiamo anche il Colosseo, scusate! Che vuol dire? Bisogna rispettare il passato, perché senza di esso non ‘è futuro. Viva l’Italia e viva questo teatro, che si dovrebbe intitolare a Pippo Baudo”. Il conduttore cita anche le indiscrezioni sulla Rai e sui programmi di Milly Carlucci: “Non costruite nuovi teatri, usate questo”. Quindi l’invito a mettersi una mano sul cuore. Dopo la sigla, in studio con Biggio, il tono resta ironico: “Ci hanno boicottato, è saltato tutto”, scherza, evocando anche Renzo Arbore: “Ho udito l’urlo di dolore di Renzo Arbore. Mi ha chiesto ‘Rosario, fai qualcosa’ e mi sto mobilitando”.
Poi il finto dispaccio d’agenzia: “Pd contro Fiorello, il Teatro delle Vittorie va venduto. Lo dice il Pd: è un nome che non ci rappresenta”, tra le risate del . Scatta quindi l’appello ai colleghi: “Faccio un appello ai colleghi: , Panariello, Milly Carlucci, fatevi sentire! Soprattutto Milo Infante, Pierluigi Diaco e Geppi Cucciari, non lasciatemi solo! Siamo portavoce di un sentimento comune degli addetti ai lavori e del pubblico: torniamo a farci delle cose lì dentro”. E sulla nota Rai che parla di “struttura obsoleta”, Fiorello ribatte: “Ci spendi soldi e lo fai diventare moderno. Anche io ho modernizzato , non è che si butta il vecchio, sennò dovrebbero buttar via anche noi”. E conclude con un finale provocatorio: “Non vendete il Teatro delle Vittorie, vendete noi. Vendeteci alla Nove, così non ci vede nessuno”. (di Alisa Toaff) 

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